Le assurde proposte dell'organismo internazionale

Pensioni: il Fondo Monetario Internazionale propone di abolire la quattrodicesima

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

PARIGI – Eliminare la quattordicesima rata della pensione, ridurre la tredicesima, ricalcolare l’importo delle pensioni retributive: sono alcune proposte avanzate da un working paper del Fondo Monetario Internazionale per tagliare la spesa pensionistica italiana, individuata al 16% del PIL e definita fra le più alte d’Europa. Si tratta, è bene sottolinearlo, di valutazioni economiche e non di una posizione ufficiale nei confronti dell’Italia, men che meno di una proposta di intervento concreta.

Quindi, i pensionati italiani che percepiscono la quattordicesima possono stare tranquilli: non sono in corso modifiche all’attuale normativa, che riconosce la somma aggiuntiva ai titolari di pensione di almeno 64 anni con un reddito fino a due volte il minimo (13mila 049,14 euro). La platea è stata recentemente allargata dalla Legge di Stabilità 2017, prima erano ammessi i trattamenti fino a 1,5 volte il minimo.

La proposta di abolizione della quattordicesima prevede che il trattamento sia sostituito da interventi contro la povertà (come il REI, ossia il reddito di inclusione). E riguarda anche la tredicesima, che andrebbe invece ridotta. Ribadiamo: è solo una valutazione di natura economica, che mira a rendere più solido il sistema previdenziale riducendo la spesa. I pensionati continueranno dunque ad incassare la mensilità aggiuntiva, che si calcola in base allo scaglione di reddito di appartenenza.

Altra considerazione che si può fare rispetto alle proposte del FMI: si tratta di misure che, nel caso in cui venissero effettivamente attuate, sarebbero immediatamente impugnabili da parte degli attuali pensionati.

Vediamo con precisione quali sono i consigli forniti sul sistema previdenziale italiano, oltre alle sopra riportate misure di tredicesima e quattordicesima.

Ricalcolo pensioni retributive: ricalcolo, meno generoso, dell’importo dell’assegno previdenziale per coloro che hanno in tutto o in parte la pensione liquidata con il retributivo.
Stretta pensioni di reversibilità: la spesa è troppo alta, la proposta è quella di fissare un’età minima per il coniuge vedovo e di escludere altri familiari.
Aumento aliquota autonomi: portare l’aliquota previdenziale dei lavoratori autonomi almeno al 27%, rispetto all’attuale 24%, per avvicinarla a quella dei lavoratori dipendenti, che pagano il 33%.

Ma per fortuna non sono le istituzioni internazionali, ignare della nostra situazione reale, che possono decidere. I loro consigli verranno apprezzati tanto quanto le proposte politiche innovative del bocconiano presidente prof. Boeri, cioè zero via zero.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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