Preferiscono assumere con concetti più elastici

Concorsi: regioni e comuni non vogliono rispettare i limiti previsti per quelli statali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ministero funzione pubblica

ROMA – Regioni e Comuni decideranno ciascuno per  proprio conto se condividere in un’unica banca dati online, il  ”Portale del reclutamento”, le informazioni relative a tutti i  concorsi pubblici e dunque anche le graduatorie, per il reclutamento  del personale. E’ questa una delle principali condizioni poste al  governo dagli enti territoriali nel dare il via libera ai nuovi  concorsi pubblici delineati nelle linee guida del ministro della Pa  Marianna Madia.
«L’adesione e la conseguente trasmissione delle informazioni alla  banca dati da parte degli enti territoriali è rimessa alla  determinazione degli enti territoriali” si legge nel documento che è  stato consegnato al governo nel corso della Conferenza Unificata del  21 marzo, dove appunto è stato dato un avviso favorevole all’accordo  a condizione che venissero modificati alcuni punti.
Nel sistema informatico nazionale infatti, accessibile alle  amministrazioni pubbliche e ai cittadini, si prevede che confluiranno  anche le graduatorie finali e il loro monitoraggio, consentendo così  alle amministrazioni di condividere le graduatorie. Il Portale del  reclutamento potrà sviluppare attività di gestione dei concorsi e di  processi connessi come, ad esempio, la standardizzazione dei moduli di  domande di partecipazione ai concorsi, la presentazione telematica  delle istanze e il pagamento telematico delle tasse per partecipare ad  un concorso.

Quanto alla formazione di graduatorie e alla novità  introdotta dalla riforma Madia sul tetto del 20% del numero di eventuali idonei per o posti messi a concorso, le autonomie chiedono  un ammorbidimento e dunque la facoltà di prevedere questo limite e non  una perentoria previsione, nel merito chiedendo di sostituire la frase  “relativa alla previsione, nel bando, del numero” degli eventuali  idonei con le parole: ”relativa alla facoltà di prevedere, nel bando,  un numero” degli eventuali idonei.
Spicca anche un altro emendamento di Regioni e Comuni alle Linee guida  della Madia, laddove si precisa che lo svolgimento dei concorsi in  forma centralizzata o aggregata, in sostanza i concorsi unici, con  prove in ambiti territoriali ampi, (prevedendo anche la possibilità  che si possano svolgere in ambito regionale), “è una pratica obbligatoria per le amministrazioni centrali e comunque fortemente  consigliata per tutte le restanti amministrazioni”, ecco che le  autonomie chiedono di sostituire la frase “comunque fortemente  consigliata” con “rappresenta un”opportunità”.
Inoltre, “nel novero dei principi generali ma con carattere non  vincolante, si propone nell”ambito delle procedure concorsuali per il  ruolo dirigenziale di prevedere la possibilità di effettuare, oltre  alle tradizionali prove d’esame, una prova pratica di assessment  individuale e di gruppo volta all’accertamento delle capacità e  competenze attitudinali, organizzative e gestionali”.

Insomma le autonomie locali, in primis le regioni, vogliono essere libere di continuare ad assumere chi vogliono, e la madia pare intenzionata a dare il via libera, tanto le conseguenze, funzionali ed economiche, ricadranno sul prossimo governo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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