Guidava gli F-18 da combattimento

Incidente aereo: ex top gun salva 149 passeggeri. In Usa è un’eroina

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Top News

Tammie Jo Shults nel 1992, quando guidava gli F-18 e oggi, 56 anni, pilota civile

WASHINGTON – Ecco la bella storia di una donna di ghiaccio, pilota di aerei vecchia maniera che non ha bisogno di supporto automatico per togliersi dai pasticci. Protagonista l’ex top gun Tammie Jo Shults, 56 anni, la pilota che è riuscita a fare un atterraggio di emergenza a Filadelfia dopo il suo Boeing 737 era rimasto danneggiato alla fusoliera, alle ali e ad un finestrino da un motore esploso in volo. Tutti salvi i 149 passeggeri, tranne una donna quasi risucchiata dal finestrino rotto, trattenuta da altri viaggiatori ma morta poi in ospedale. Un miracolo merito dell’esperienza e della freddezza della pilota della Southwest Airlines, ora celebrata da tutti.

«Quella donna ha i nervi d’acciaio, è stata fantastica, le spedirò una cartolina di auguri a Natale», dice Alfred Tmlinson, di Corpus Christi, Texas. E’ solo una delle tante voci di un coro su Facebook e Twitter, dove i passeggeri, i loro famigliari ma anche tanti utenti si congratulano con la Shults per il coraggio e l’incredibile sangue freddo con cui ha gestito l’emergenza. Ha parlato con i passeggeri per rassicurarli mentre a bordo regnava il caos. Molti, paralizzati dal panico, sbagliavano ad indossare la maschera dell’ossigeno mentre altri restava«no feriti nel tentativo di trattenere la donna vicino all’oblo rotto e di tappare il finestrino con oggetti e indumenti che venivano risucchiati all’esterno. Lei ha preso i comandi e ha parlato con voce ferma e fredda alla torre di controllo: No, non c’e’ un incendio a bordo. Abbiamo perso una parte dell’aeromobile. Dicono che c’e’ un buco e che una persona è finita fuori. Dobbiamo abbassarci un po’ e fare un atterraggio di emergenza»

Quando Tammie Jo Shults cercò di iniziare la carriera in aeronautica le fu detto che le ragazze non erano accettate nella scuola per piloti. Ripiegò su veterinaria. Ma non aveva
abbandonato il sogno di volare. Provò ad entrare prima nell’Air Force e poi, con successo, nella Marina. Diventò una delle prime donne pilota nella storia della Marina americana e una delle prime a guidare un F-18, facendo anche l’istruttore. Dopo una carriera brillante, si dimise nel ’93 e passo’ a lavorare nel settore privato. E’ sposata con un altro capitano della
Southwest Airlines, con cui ha due figli, di 2 e 4 anni. Fino a ieri facevano una vita tranquilla. Da oggi la mamma è una eroina.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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