Anche la ricca Germania ha i suoi problemi

Berlino: gli industriali tedeschi come Gentiloni. Immigrazione necessaria, almeno 500.000 ingressi l’anno

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

BERLINO – L’economia tedesca va a gonfie vele, nell’invidia generale. Ma gli economisti principali del
paese hanno ribadito recentemente che l’aria si sta facendo sottile. Al di là dei rischi (concreti) di un conflitto
commerciale con gli Usa, i cui danni non sono per ora neppure calcolati, almeno nei rapporti destinati all’opinione pubblica, due grandi insidie mettono di malumore gli esperti in questi mesi: la mancanza di forza qualificata, preoccupazione ormai principale delle imprese, e le incertezze sul sistema previdenziale. Questioni che hanno a che fare con l’emergenza demografica da tempo messa a fuoco da tutti gli analisti, nella locomotiva d’Europa, che generalmente fa da apripista nel bene e nel male.

Su entrambi i fronti, la cosiddetta emergenza migranti fornisce in realtà una risorsa. Anche rispetto alle debolezze del sistema pensioni, per gli istituti economici – si tratta di Ifo, Diw, Ifw, Rwi e Iwg – che hanno presentato nei giorni scorsi il rapporto di primavera, i migranti potrebbero essere parte della soluzione del problema. I piani del governo della Grosse Koalition, è il rilievo, non sono sostenibili.

E per aggirare il problema ci sono due soluzioni possibili: alzare l’età pensionabile dei tedeschi a 70 anni, oppure prevedere l’ingresso nel Paese di 500 mila migranti all’anno, in modo da aumentare il numero dei contribuenti. Il governo vorrebbe mantenere la quota pensionistica almeno al 48% dello stipendio netto medio, lasciando lievitare i contributi previdenziali non oltre il 20% nei prossimi decenni. Ma a causa dell’invecchiamento della popolazione, stando agli esperti, alle regole attuali, questo calerà invece entro il 2050 al 43%.

Inoltre è stata la Bild a rilanciare l’allarme del Bafin (la Consob tedesca) sul fatto che le casse previdenziali aziendali
sarebbero in emergenza. “Una ogni tre è in difficoltà”, ha scritto il tabloid. La situazione nelle circa 130 casse tedesche è “più seria di due anni fa”, secondo l”organismo di sorveglianza. “Senza risorse aggiuntive alcune di queste non potranno più assicurare pienamente le loro prestazioni”, l’aggiunta. Sullo sfondo l”intralcio dei tassi bassi, che hanno un impatto negativo sull’intero sistema.

Sull’altro fronte, quello della carenza di forza lavoro, di cui risentono industria, edilizia e terzo settore, le imprese
sono arrivate al limite. Fattore che ha determinato negli ultimi cinque mesi un progressivo calo dell’indice Ifo, che
misura appunto la fiducia degli imprenditori in Germania. Il contesto complessivo resta comunque più che positivo: al punto che gli stessi economisti hanno rivisto le stime sul pil al rialzo, rispetto all’autunno scorso. La disoccupazione continuerà a calare, hanno spiegato, e per l”anno in corso si stima una crescita del 2,2% (invece del 2), e per il 2019 un 2% (invece dell’1,8%).

Sono le stesse osservazioni e proposte che ha fatto recentemente il premier Gentiloni, il quale ha affermato che l?italia ha bisogno dei migranti essenzialmente per il rilevante calo demografico e per questioni economiche. La nostra realtà però è completamente diversa da quella della Germania. I migranti che arrivano sono in massima parte poco qualificati e aspirano soltanto ad essere accolti e mantenuti senza lavorare.

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