Forte tensione su un nome sgradito all'Ue

Governo: Lega e M5S blindano Savona all’Economia. Ma l’Europa non lo vuole. E il Colle avverte: «No diktat»

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Politica

L’economista Paolo Savona

ROMA – Le dichiarazioni ufficiali sono possibiliste. Però il rischio che tutto il progetto di governo M5S-Lega possa salvare se Paolo Savona non otterrà il ministero dell’Economia è piuttosto alto. Sarebbe una sconfitta netta per la Lega se quel nome, sgradito all’Europa, non entrasse nella squadra del professor Giuseppe Conte. Salvini lo sa, ma si è schermito dietro queste parole:  «Lasciamo a Conte l’onore e l’onere di proporre i nomi e i ruoli di chi si farà carico di realizzare quello che gli italiani aspettano». Tuttavia, la realtà sembra diversa. Lega e M5S blindano la figura di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Anche se dal Quirinale fanno sapere che non saranno accettate imposizioni.

Il problema è che a Bruxelles il nome di Savona suona indigesto. Nemmeno Germania e Francia lo vogliono. Perchè si dice che, nonostante gli 80 anni, è lucidissimo, parla correntemente quattro lingue, sa il fatto suo in economia e può costituire un ostacolo serio ai disegni comunitari. Detto in parole più brutali: se lui si mettesse di traverso sostenendo gli interessi italiani, gli interlocutori della Commissione Ue non avrebbero argomenti per frenarlo. Come finirà? Bisognerà  aspettare il ritorno del premier incaricato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella,  per capire come si scioglierà la tensione fra il Presidente della Repubblica e i partiti di maggioranza sul rebus della composizione del governo. Al momento su Paolo Savona indicato al Mef restano le distanze. Lui stesso, interpellato dai giornalisti, ha detto: «Non ho nulla da dire, il silenzio oggi vale più del parlare».

Quando gli fanno notare, anche a riflettori spenti, che se non entra Savona nel governo, il vero sconfitto è proprio lui, Matteo Salvini, il leader del Carroccio minimizza il suo pressing: «Ma quali diktat…la nostra è una proposta, non un’imposizione. Non capisco quale sia la motivazione del no a una persona come
Savona. Noi andiamo a consigliare, a suggerire e a mettere a disposizione…». Anche il premier incaricato, Giuseppe Conte, getta acqua sul fuoco. Afferma
che le consultazioni sono state utili per la formazione del governo ed annuncia che dedicherà l’intera giornata di venerdì 25 maggio ad elaborare una proposta da sottoporre al Presidente della Repubblica: «I ministri che proporrò saranno politici, così come il sottoscritto». Tant’è che ha cominciato
immediatamente a segnare l’impronta del suo governo, incontrando subito una delegazione dei risparmiatori vittime delle banche. Poi toccherà  al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. «Questa tutela sarà uno di principali impegni di questo governo il governo del cambiamento. Chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito», promette Conte. Ma in attesa di vedere quale sarà la squadra che porterà al Colle, quello che si registra oggi è un allineamento, appunto, tra Lega e M5s sulla candidatura di Savona, prima vessillo del Carroccio ed ora rivendicato anche da Luigi Di Maio: «Siamo
perfettamente allineati». E con i suoi fa notare che proprio  il nome dell’economista è quello meno impallinato dalla stampa.

 

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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