Le dichiarazioni del leader leghista - ministro

Salvini: Minniti ha fatto un buon lavoro, che non deve essere smontato ma migliorato e integrato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

ROMA – Dopo l’assunzione di carica e responsabulità da ministro della repubblica, aver ascoltato osservazioni, suggerimenti e consigli dei direttori generali, Matteo Salvini abbandona in parte i toni da campagna elettorale e riconosce: «l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha fatto un discreto lavoro, non smonteremo nulla di ciò che di positivo è stato realizzato, lavorerò per rendere ancora più efficaci le politiche di controllo, di allontanamento, di espulsione. Sarebbe sciocco non riconoscere se è stato fatto qualcosa di utile e intelligente anche se indossava una diversa maglietta».
Quanto al al vertice dei ministri dell’Interno europei sull’immigrazione convocato domani a Lussemburgo, Salvini – che domani sarà in Parlamento per il voto di fiducia – ribadisce «invieremo una nostra delegazione per dire no: il documento in discussione penalizzerebbe ulteriormente l’Italia».

«Non arrivo al ministero dell’Interno  con la clava a cambiare a tutto. Arrivo in punta di piedi per studiare, per ascoltare, per capire. Sull’immigrazione c’è tanto da fare: ci sono accordi di riammissione con alcuni Paesi, con altri non ce ne sono, alcuni invece non li rispettano. Non ci sono bacchette magiche. Occorre lavorare sulla riduzione dei costi, perché non è possibile che l’Italia sia il Paese europeo che paga di più coloro che soggiornano qui e fanno domanda di asilo politico. Occorre lavorare sui tempi, perché non è ammissibile che ci si mettano
due anni e mezzo dallo sbarco alla chiusura della pratica di asilo politico. Lo status di rifugiato viene concesso a 6
immigrati su 100, lo dicono le statistiche. Le parole non bastano più: occorre un intervento economico e giuridico, l’Italia non può essere trasformata in un campo profughi a nome e per conto dell’Europa».
Ma Salvini aggiunge che per il suo dicastero ci sono anche altri capitoli urgenti da affrontare: c’è il tema dell”organico dei vigili del fuoco, «perché si avvicina l’estate e quindi l’emergenza incendi; il contrasto alla droga, c’è la questione dei beni confiscati alla mafia. Fortunatamente arrivo in una macchina che è già perfettamente funzionante». E questo la dice lunga su come sia già cambiato l’orizzonte del leghista al governo, rispetto ai fieri propositi della campagna elettorale.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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