Sorpresa nella semifinale fra i colori di San Giovanni e Santo Spirito

Calcio storico 2018: Verdi in finale con i Rossi. Bianchi battuti: 9 cacce e mezza a 5. Ma partita appassionante

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Sport, Top News

Roberto Cammarelle e Valentina Vezzali, Magnifico messere e leggiadra Madonna ai quali è stata dedicata la partita. Dietro a loro Luciano Artusi, per oltre 55 anni animatore del Calcio storico e direttore del Corteo

FIRENZE – Sono i Verdi di San Giovanni la sorpresona del Calcio storico 2018: conquistano la finale battendo i Bianchi, campioni uscenti, con un punteggio netto (9 cacce e mezza a 5), ma soprattutto dominando la partita con un vantaggio sempre largo, impedendo ai Bianchi, in passato bravi nelle rimonte, di avvicinarsi. Soprattutto grazie a un bomber d’eccezione: Prezioso ha segnato ben cinque cacce. Per la cronaca, è stata una partita appassionante, nonostante i limiti imposti dal nuovo regolamento. Quindi saranno i Verdi a contendere ai Rossi (qualificati d’ufficio dopo il ritiro degli Azzurri) palio e vitella nella partitissima del 24 giugno, festa del patrono di Firenze, San Giovanni. In tribuna, fotografati e applauditi, la più volte medaglia d’oro olimpica della scherma,Valentina Vezzali, nella veste di leggiadra Madonna, e Roberto Cammarelle, pluridecorato pugile. Dopo la grida letta dall’araldo della Signoria, marchese Bartolini Salimbeni, il colpo d’occhio, prima dello sparo d’inizio della colubrina, aveva sollevato perplessità nello spicchio di tribuna riservato alla stampa (finalmente, grazie sindaco Nardella). Motivo? Molto evidente, come si dice in gergo, la «differenza di chili» a vantaggio dei Verdi. Il peso, in questo gioco, conta. Soprattutto con il nuovo regolamento che, impedendo le risse collettive e le ammucchiate, favorisce chi s’impone nei testa a testa ed è anche bravo a innalzare barriere protettive a metà campo. Cosa che i Verdi sono stati bravi a fare, impedendo ai Bianchi qualsiasi sortita offensiva, orchestrata dal regista principe, Fabrizio Valleri, detto il Vallero. Che non trovato il supporto necessario nei datori innanzi, come si chiamano nel Calcio storico le punte.

PREZIOSO – Convinti di riuscire prima o poi a far breccia, i Bianchi hanno portato più uomini in avanti. Prontissimi i Verdi ad approfittarne con una sortita da campione i Bertarelli: una caccia a zero. Sono passati appena 6 minuti. Restano come storditi, i Bianchi. Che subiscono altre cacce in sequenza (Prezioso, ancora Bertarelli e di nuovo Prezioso) prima del 20′. Non basta. Sotto di quattro cacce, finiscono anche inferiorità numerica pesante: prima esce Cristian Furioso, ferito al viso, quindi viene espulso Demba Yo. Anche i Verdi subiscono un’espulsione importante: fuori il bomber Bertarelli. Ma subito dopo un altro bianco lo segue per decisione dell’arbitro: Taddeucci.

ARDITO – Ma spronati dal capitano non giocatore, Marino Vieri, i Bianchi tentano il tutto per tutto. E vanno finalmente in caccia con Lorenzo Ardito, nipote di Gaetano, il pugile già campione d’Europa. Ma evidentemente non è giornata per il colore di Santo Spirito. La rimonta appena accennata viene soffocata da altre due cacce di Prezioso. Sul punteggio di sei cacce a una sembra non ci sia più parita. Invece la svolta arriva proprio lì. I Bianchi falliscono un tiro e perdono mezza caccia. Se l’avessero segnata forse un barlume di speranza l’avrebbero ancora avuto. Perchè subito dopo Diligio è riuscito a metterla dentro, imitato da Antonacci. Se invece di 6 e mezza a 3, fosse stato 6 a 4 il finale avrebbe potuto riservare emozioni forti. Invece Prezioso ha scardinato ancora la difesa bianca: 7 cacce e mezza a 3. Fuori altri due calcianti: il verde Innocenti, detto il «Mela», e il bianco Sguerzo, in barella.

FINALE – Tutto deciso? Il Calcio storico è appassionante (quando non si tratta di pura esibizione come quella di sabato), perchè nessuno si dà per vinto fino in fondo.  I Bianchi vanno in caccia con Daniele Cataldi. Sette cacce e mezza a 4. E’ il 40′. Può ancora succedere qualcosa?  I Verdi non vogliono correre il minimo rischio. Va in caccia Borgosano. E subito dopo il giovane Pedricella. Ora è finita davvero. Ma uno scatto d’orgoglio porta un altro giovane, Parlapiano, a rendere meno pesante il punteggio finale: 9 cacce e mezza a 5. Bravi Verdi. Ma onore ai Bianchi. Il 24 giugno finale fra le forze emergenti. i Rossi che un anno fa persero per un soffio la vitella contro i Bianchi, e i Verdi, squadra nuova e frizzante. Non gioca più un grande come Gianluca Lapi, ma il rinnovamento voluto dal capitano, Gianni Bertoli, e dai bravi allenatori del quartiere di San Giovanni, sta dando grandi risultati.

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Sandro Bennucci

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