Tutti i sistemi sono buoni per fregare i pensionati

Pensioni: dal 2019 assegni più bassi, un taglio programmato dai precedenti governi. In nove anni – 900 euro

di Paolo Padoin - - Economia, Pensioni, Politica

ROMA – Le pensioni nel 2019 saranno più basse. A determinare l’ennesimo taglio sull’assegno previdenziale sarà il coefficiente che va a definire il montante contributivo per il triennio dal 2019 al 2021. Di fatto, secondo quanto riporta Italia Oggi, questo coefficiente introdotto nel 2009 determina la cifra annua della pensione a cui ha diritto chi lavora in base ai contributi versati.

Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, – un atto non d’iniziativa del nuovo governo, ma dovuto in base a una riforma del 2009 – che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l’importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore). Si tratta appunto di coefficienti che variano in base all’età del lavoratore al momento di andare in pensione, tra i 57 e – per la prima volta quest’anno – i 71 anni. I coefficienti saranno tanto più alti quanto maggiore è l’età del lavoratore che va in pensione.

Come ricorda Italia Oggi, da quando nel 2009 è stata introdotta la revisione dei coefficienti non ci sono mai state variazioni positive. Quella corrente è la numero quattro. Il quotidiano specializzato riporta anche un esempio: un lavoratore con 100mila euro di contributi versati e 65 anni d’età, ha visto calare in questi anni la propria pensione di circa 900 euro. Il prossimo anno sarà di 5.245 euro, nel 2009 è stata di 6.136 euro.

Il quotidiano calcola che se nel triennio 2013/2015, a parità di ogni altra condizione, gli assegni sono stati alleggeriti in media di circa il 3% rispetto al triennio precedente, 2010/2012, con il terzo taglio c’è stata una riduzione ulteriore di circa il 2%, sempre in media, portando a circa l’11% la riduzione, in media, di tutto il periodo che va dal 2009 al 2018. La riforma Fornero ha agevolato chi rimarrà al lavoro fino a 70 anni e 7 mesi ma dal prossimo anno, ricorda Italia Oggi, entrerà in vigore un nuovo coefficiente: quello legato all’età di 71 anni.

Ecco la tabella dei coefficienti pubblicata in Gazzetta Ufficiale:

Da quando è stato introdotto questo parametro ad ogni triennio la cifra dell’assegno pensionistico ha subito quasi sempre un livellamento al ribasso. Insomma questo sistema  continua a mettere periodicamente le mani nelle tasche dei pensionati.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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