Lo studio sull'American Journal of Clinical Nutrition

Salute: troppe «voglie» per 1 donna su 3 in gravidanza. I rischi di mamme e figli

di Gilda Giusti - - Cronaca, Salute e benessere

La Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi comparirà nelle maternità della Toscana

La Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi nelle maternità della Toscana

ROMA – E’ sempre successo: mariti svegliati in piena notte perchè lei, incinta, ha improvvisamente voglia di  cioccolata, hamburger, hot dog, caramelle. Ecco, questi sono solo alcuni dei bersagli delle voglie incontrollabili di cibo, di cui è vittima un terzo delle donne in gravidanza. Un problema sottostimato e poco studiato che mette a rischio la salute della donna e del nascituro. E’quanto emerge da uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, condotto dai ricercatori dell’University College di Londra (UCL), di Ginevra, in Svizzera, della Brown University School of Public Health americana e della Umm Al-Qura University in Arabia Saudita, che hanno passato in rassegna i dati di ben 11.132 donne, che alla 32esima settimana di gravidanza hanno risposto ad un questionario ad hoc. A questi dati sono stati affiancati quelli relativi al peso e alla statura di 5.515 bambini registrati all’età di 15 anni e mezzo.

SUPERCONSUMO – I risultati dello studio hanno evidenziato un super consumo di cibo diffuso in circa un terzo del campione: per 582 le voglie erano irrefrenabili e non controllabili, per altre 3.466 erano più occasionali. I ricercatori hanno anche osservato che il 5,2% delle donne che riferivano frequenti attacchi di fame incontrollabile prendeva almeno 3 chili e mezzo di peso durante la gravidanza rispetto alle altre partecipanti. E ancora: le future mamme che tentavano di fare una dieta per tenere a bada, o compensare, queste voglie irrefrenabili di cibo, mangiavano più spuntini ipercalorici zuccherati e risultavano avere livelli più bassi di vitamina A, C, B6, B1 e di acido folico, elementi necessari a una buona crescita del feto. Non solo. Tali comportamenti alimentari compulsivi avevano ripercussioni negative anche sui figli: queste
donne infatti avevano più rischi di partorire bebè più grandi e raddoppiava il rischio che i figli fossero obesi all’età di 15 anni.

STUDIO – «Si tratta del primo studio che analizza le voglie incontrollabili di cibo in gravidanza e i loro effetti, a breve e lungo termine. Abbiamo dimostrato che queste sono molto diffuse ma nonostante le gravi
conseguenze per le madri e i bambini, non sono state mai studiate in modo approfondito», ha spiegato Nadia Micali, una delle autrici dello studio. «L’aumento di peso gestazionale porta ad un rischio maggiore di
obesità infantile ma può anche indicare un”obesità futura delle madri. I nostri risultati forniscono informazioni sui fattori di rischio per l’obesità e sottolineano l’urgenza di migliorare l’individuazione e il sostegno alle mamme colpite da questo disturbo alimentare compulsivo».

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Gilda Giusti

Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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