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Milano: le regole di Salvini sui rom sono le stesse già adottate dal sindaco Pisapia

MILANO – Il Corriere della Sera, che non può essere certo catalogato come organo di stampa favorevole al governo giallo-verde e a Matteo Salvini, tutt’altro, come quasi tutta la grande stampa, riporta però una notizia che gli fa onore, tesa a ristabilire la verità sulla questione nomadi. Perché, a detta dei grandi pensatori, politici, filosofi estrateghi della sinistra, cattolica e non, generalmente gli stessi atteggiamenti e gli stessi comportamenti o provvedimenti sono giudicati in un certo modo (ovviamente negativo) quando li fa il centrodestra, mentre sono perfettamente legittimi, anzi opportuni quando li fa la sinisstra. In un articolo di Marco Cremonesi intitolato «Milano, quando il censimento dei rom ora proposto da Salvini era un’idea della sinistra», pubblicato in data odierna, si spiega perfettamente questa situazione.

Spiega infatti il quotidiano milanese che Matteo Salvini potrebbe dire che lui, quando parla di «censimento nei campi rom», ha soltanto preso un’idea della sinistra. Quella sociale e senza tentazioni sicuritarie di Pierfrancesco Majorino, assessore ai servizi sociali prima con Giuliano Pisapia e ora con Giuseppe Sala. Nel luglio 2012, in una nota intitolata «Sinti, Rom e Caminanti», un progetto teso a «includere le famiglie e i bambini, superando ogni forma di discriminazione e di negazione della dignità della persona umana» e a «contrastare forme di irregolarità e illegalità», Majorino e il collega Marco Granelli spiegavano come «intervenire sulle forme di degrado e illegalità diffuse in città nelle aree destinate a campi regolari, contrastare gli insediamenti irregolari già presenti o di recente costruzione anche grazie alla messa in sicurezza delle aree libere attraverso un costante controllo del territorio».

Tra i nove obiettivi indicati dai due assessori, quello al numero 1 era proprio il «censimento dei nuclei familiari delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti a Milano». Non «meramente numerico (quanti sono) ma anche storico – qualitativo», da aggiornare «ogni sei mesi». Anche il punto 4, quello sui minori, è piuttosto simile a quello di cui ha parlato ieri Salvini: «Saranno garantite tutte le opportunità di accesso ai servizi scolastici, da quelli per la prima infanzia, al ciclo dell’obbligo e ai percorsi scolastici superiori, creando le condizioni, all’interno delle strutture scolastiche e nei campi, perché i percorsi scolastici possano realizzarsi positivamente, contrastando la dispersione scolastica».

E poi al punto 5 c’era il contrasto alla «sosta permanente su aree stradali del territorio comunale attraverso l’applicazione del divieto di campeggio e lo sbarramento dell’accesso alle area di parcheggio». Mentre al punto 9 si trovava «l’impegno costante nel contrasto al tutte le forme di irregolarità e illegalità, sia attraverso le funzioni della Polizia Locale e sia chiedendo uno straordinario impegno alle Forze dell’Ordine». La nota del Comune di Milano aggiungeva anche una sintesi del lavoro svolto «da gennaio a maggio 2012: 33 allontanamenti campi abusivi, 50 interventi di allontanamento di camper e/o roulottes, realizzati dall’unità centrale controllo del territorio, 177 allontanamenti di camper eseguiti dai Comandi Zonali della Polizia Locale. Sono state infine 1000 le aree controllate, con una media di 200 al mese. Sono stati 76 svolti controlli nei campi autorizzati».

Si tratta di indicazioni e di comportamenti che tutti i sindaci e i comuni responsabili, che tengono al rispetto della legalità più che alle affermazioni di bandiera, hanno messo in atto (pochi) o dovrebbero mettere in pratica. Analogo decalogo fu approvato da me, d’intesa con l’allora Sindaco Chiamparino, per i nomadi torinesi, quando ero prefetto del capoluogo piemontese. Fummo ovviamente coperti di critiche dagli angioletti benpensanti protettori dei rom, ma andammo avanti. Come dovrebbero fare tutte le comunità responsabili per evitare le continua e inevitabili frizioni fra gli abitanti e i residenti in questi insediamenti in genere poco graditi.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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