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Torino: ennesimo sgombero di migranti occupanti abusivi di una palazzina del Moi

TORINO – Riprende lo sgombero dell’ex Moi, a Torino, il complesso che nel 2006 ospitò il villaggio olimpico degli atleti, da cinque anni occupato da profughi e famiglie di migranti, che continuano a causare problemi. Ferme le operazioni di sgombero dallo scorso novembre, quando vennero liberati gli scantinati, questa mattina le forze dell’ordine stanno intervenendo in una palazzina della struttura di via Giordano Bruno, quella marrone, per allontanare e ricollocare gli occupanti, un centinaio in tutto. Le operazioni, al momento senza tensioni (sono seicento gli uomini impiegati delle forze dell”ordine tra polizia, carabinieri e vigili urbani), si inseriscono nel progetto che vede impegnate la città, la Compagnia di San Paolo, la Diocesi di Torino, la Prefettura e la Pastorale Migranti.

Si vanta Sonia Schellino, assessora al Welfare del Comune di Torino: «Stiamo cercando di creare un modello che dia opportunità alle persone, che le aiuti a diventare cittadini come tutti gli altri, rimboccandosi le maniche e prendendo in mano la propria vita. La risposta che vogliamo al problema dell”immigrazione è questa. Questo è un progetto interistituzionale che va avanti da due anni – spiega -. A novembre è stato spostato chi viveva nei sotterranei, oggi chi abitava nella palazzina marrone. Sono stati messi a disposizione degli appartamenti, poi Questura e Prefettura si occuperanno dei documenti e verranno valutati gli inserimenti lavorativi. Ora queste persone possono iniziare un uovo percorso di vita». Sono una settantina, in prevalenza somali, gli occupanti dalla palazzina marrone dell’ex Moi di Torino che hanno aderito al progetto di ricollocazione, mentre una quarantina di persone non ha aderito al progetto e si è allontanata, già durante la notte, di propria volontà.

Spiace temperare l’entusiasmo dell’assessora, che si ritiene autrice di un progetto innovativo, ricordandoLe che Torino vanta tradizioni di accoglienza da molto tempo. Infatti analoga operazione, nel 2009, interessò 450 profughi somali, occupanti abusivi della clinica San Paolo, sostenuti dai centri sociali. Le stesse istituzioni di oggi, a quel tempo il coordinamento lo assunse la prefettura insieme all’allora sindaco Chiamparino,  trovarono una collocazione degli sgomberati in una caserma dell’esercito in via Asti, dove i profughi restarono circa un anno, e soltanto 19 alla fine non ottennero una collocazione definitiva, per cattiva volontà loro. Come si vede la storia si ripete e sembra diventare infinita finché non si metterà uno stop aggli arrivi, distribuendo i migranti che hanno diritto alla protezione in tutti i Paesi Ue.

 


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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