Nel mirino i governi di centrosinistra

Autostrade: col decreto SbloccaItalia (2014) iniziarono le proroghe delle concessioni. Poi continuate nel 2017

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

ROMA – La storia delle concessioni ad Autostrade segue le tracce dei governi di centrosinistra. Iniziò Prodi nel 2007, ha proseguito Renzi nel 2014, ha terminato Gentiloni nel 2018. Titolare dal 2007 di una concessione trentennale per circa 2.854 chilometri di rete autostradale, Autostrade per l’Italia ha in ballo una proroga di altri 4 anni, fino al 2042, validata dall’Ue e legata all’investimento per la Gronda di Genova. Un via libera ottenuto quest’anno che ha di fatto superato le norme del decreto Sblocca Italia del 2014 che furono oggetto di contestazioni e perplessità.

Il regime concessorio di Autostrade per l’Italia è regolato dalla Convenzione unica firmata con l’Anas il 12 ottobre 2007 durante il secondo governo Prodi, sotto la supervisione dell’allora ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il documento, riformulato nel 2013 con un atto aggiuntivo con cui è il ministero dei Trasporti a diventare concedente, diventa efficace l’8 giugno 2008 e regola una concessione con scadenza al 31 dicembre 2038.
Il cosiddetto decreto Sblocca Italia, tirato in ballo oggi dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio, nel 2014 riaccende i
riflettori sulle concessioni autostradali. Convertito in legge il 5 novembre 2014 e firmato dall’allora ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, prevede per le società concessionarie la possibilità di modificare le concessioni in atto a fronte di un piano industriale e finanziario soggetto a preventivo assenso Ue. Una sorta di regime di proroga implicita.
Meno di tre anni dopo è Graziano Delrio (subentrato ai Trasporti dopo le dimissioni di Lupi nel 2015 e confermato nel passaggio dal governo Renzi a quello Gentiloni) ad andare oltre lo Sblocca Italia decidendo di negoziare con Bruxelles alcuni prolungamenti sulle concessioni autostradali sulla scia di altri Paesi Ue come la Francia. È in base a quest’accordo che ad oggi per Autostrade per l’Italia si profila un allungamento di 4 anni della concessione.
La proroga quadriennale – dal 2038 al 2042 – è prevista dal piano concordato il 5 luglio 2017 tra Delrio e la commissaria alla Concorrenza Ue Margrethe Vestager. Nella proposta del ministro a Bruxelles c’era la modifica di alcune concessioni autostradali senza gara con lo scopo di assicurare investimenti e interventi mirati calmierando le tariffe per i consumatori.
Tra le concessioni oggetto del piano quella sulla rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia per la
realizzazione della Gronda a Genova e quella per la A4 Torino-Milano gestita da Sias (gruppo Gavio, al 2030).
La proroga negoziata da Delrio è stata validata da Bruxelles il 27 aprile 2018, con il contestuale sblocco di 8,5 miliardi di euro per gli investimenti, ma non è ancora operativa. Per renderla tale serve un provvedimento di attuazione da parte del ministero competente, ovvero Infrastrutture e Trasporti. Il via libera dell’Ue è arrivato nel pieno dello stallo post elezioni del 4 marzo e il provvedimento atteso è ora in carico al ministro M5s Danilo Toninelli.

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