La Toscana regione virtuosa

Utilizzo dei Fondi europei, l’Italia recupera, ma è sempre ultima dei grandi paesi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Nonostante l’accelerazione negli ultimi mesi, l’Italia resta fra gli ultimi in Europa per utilizzo dei fondi comunitari. È quanto emerge dai dati pubblicati dalla Commissione Ue, aggiornati al 30 giugno. Da dicembre 2017, in Italia le risorse impegnate per progetti già selezionati sono cresciute di circa 10 mld, uno degli aumenti più alti in Ue. Tuttavia, con il suo 54% la Penisola resta al 24mo posto in Ue, dove la media è del 62%. Peggio i pagamenti, fermi al 13% (9,5 mld), terzultima performance in Ue.

Ma non tutte le note sono negative, a scorrere i dati sui singoli programmi europei selezionati, la prima sorpresa arriva dal Fami, il Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione istituito nel 2014 per la gestione dei migranti e le politiche di accoglienza. Su una dotazione complessiva di 598 milioni, l’Italia ne riceve 91, posizionandosi al primo posto, seguita da Regno Unito e Svezia.

E il nostro Paese fa il pieno di fondi Ue anche su altre voci di spesa più consistenti. Sul fronte della «crescita intelligente e inclusiva» l’Italia porta a casa un tesoretto che supera i 3 miliardi, di cui 1,5 solo per investimenti a favore della crescita e dell’occupazione. In particolare siamo al terzo posto, in termini assoluti, per le risorse dedicate ai progetti infrastrutturali, dopo Francia e Germania, e saliamo sul podio anche per Cosme, il programma per la competitività delle imprese, dopo Belgio e Germania.

Merita un accenno, per la mole di finanziamenti, anche il programma Horizon 2020: qui il nostro Paese conquista il sesto posto nella classifica a Ventotto, ma l’apporto comunitario per il solo 2017 vale più di 800 milioni di euro con cui si finanzia la ricerca. C’è poi l’intero capitolo della programmazione sulla crescita sostenibile, che lo scorso anno ha portato nelle casse italiane quasi 5 miliardi di euro: meglio è andata solo alla Francia, Spagna e Germania. Si tratta dell’enorme massa di finanziamenti europei che ogni anno vanno a nutrire i fondi per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca.

Quanto all’impegno delle regioni, la Lombardia e l’Emilia-Romagna sono le prime della classe fra le Regioni italiane nell’uso delle risorse europee. Secondo gli ultimi dati relativi al Fondo Ue di sviluppo regionale (al quale si aggiunge il Fondo sociale in alcuni casi particolari), le due Regioni sono le uniche a dover ancora certificare alla Commissione Ue meno del 30% dell’obiettivo fissato per il 2018. Entro il 31 dicembre, infatti, la Lombardia dovrà assorbire ‘solo’ 24,5 milioni, pari al 21,9% delle risorse, mentre all’Emilia-Romagna restano 16,4 milioni, il 26,7% del target 2018. Se non riusciranno a farlo, loro come tutte le altre Regioni, rischiano di perdere i fondi già stanziati.

Entro l’anno l’Italia deve assorbire quasi 2,8 miliardi di euro, il 47,4% dei 5,9 concordati per i 30 programmi nazionali e regionali che usano soldi Fesr (dati al 19 maggio). Le performance nell’assorbimento non spaccano più l’Italia in due fra Nord e Sud, come accadeva in passato: dietro Lombardia, Emilia-Romagna ci sono infatti la Liguria e poi la Calabria, con un residuo del 33,4% su ben 446 milioni. Rimangono in fondo alla classifica, invece, altre Regioni meridionali come Basilicata, Abruzzo e Sicilia, che devono ancora assorbire circa il 60% delle risorse. E ancora: fra gli ultimi della classe ci sono poi le Province autonome di Trento e Bolzano. La Toscana rispetto a oltre 2300 progetti ammessi al finanziamento, ha impegnato una spesa pubblica complessiva di 413 milioni di euro, pari al 52,1% delle risorse complessive del programma. Lo stato di avanzamento del Por (il piano regionale toscano) del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020, è stato fotografato alla fine del 2017 e presentato nel corso dell’incontro del Comitato sorveglianza del programma che, con quasi 800 milioni di euro in sette anni, finanzia gran parte delle iniziative della Regione per la crescita e lo sviluppo economico, sociale e territoriale, attraverso progetti per le imprese, l’ambiente, le infrastrutture.

Sono finanziamenti e investimenti importanti, da non perdere, e tutte le regioni, soprattutto quelle del sud, debbono moltiplicare gli sforzi perché vengano utilizzate al meglio queste somme che portano un sollievo importante per iniziative essenziali, soprattutto, come si è rilevato, nel campo dell’ambiente e delle infrastrutture. Per non parlare poi dei finanziamenti per la sicurezza e l’asilo per i quali l’Italia, abbandonata sul piano organizzativo e della redistribuzione dei migranti da parte degli organismi comunitari e degli altri paesi Ue, è uno dei maggiori beneficiari. ma il popolo italiano preferirebbe avere meno fondi ma anche meno migranti nullafacenti da mantenere che, nonostante il generoso contributo europeo, gravano in buona parte sulle nostre tasche e invadono le nostre città.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: