Avvantaggiati i redditi più alti

Riforma Irpef: taglio di un punto o riduzione a tre aliquote. I risultati nei calcoli della Uil

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Fisco, Politica, Primo piano, Top News

ROMA – Le ipotesi circolate finora sulla riduzione delle aliquote sui redditi personali parlano del taglio di un punto sul primo scaglione Irpef, con il passaggio dal 23% al 22%, o dell’accorpamento degli scaglioni che passerebbero dagli attuali 5 a 3. La Uil ha calcolato quali sarebbero gli effetti sui redditi dei contribuenti in entrambi i casi.

TAGLIO DI UN PUNTO, VANTAGGIO FINO A 150 EURO L’ANNO – La riduzione dal 23% al 22% dell’aliquota sui redditi tra 8.000 e 15.000 varrebbe per tutti e porterebbe ad un alleggerimento compreso tra i 90 e i 150 euro l’anno. Per un lavoratore con reddito di 9.000 euro l’anno il guadagno fiscale sarebbe, secondo il sindacato, di 7 euro al mese, pari a 90 euro netti all’anno. La riduzione d’imposta si stabilizzerebbe a 12 euro nette mensili per i redditi superiori a 15.000 euro lordi l’anno, con una differenza rispetto al sistema attuale di 150 euro l’anno.

CON 3 ALIQUOTE BENEFICIO MASSIMO PER 2% CONTRIBUENTI – Più complesso il calcolo sull’ipotesi del passaggio da 5 a 3 aliquote: 21% per lo scaglione di reddito compreso tra i 15.000 e i 28.000 euro; 38% per lo scaglione di tra i 28.000 e i 75.000 euro; 43% per i redditi superiori ai 75.000 euro. In questo caso il guadagno netto per un lavoratore con un reddito annuo lordo di 15.000 euro è pari a 300 euro, ovvero 23 euro netti al mese su 13 mensilità. Il beneficio aumenta proporzionalmente con il crescere del reddito fino ad attestarsi per i redditi superiori
a 75.000 euro lordi, che godranno di un risparmio fiscale pari a 1.680 euro annui, ovvero, 129 euro mensili su 13 mensilità.

Confrontando l’impatto dell’ipotesi di riforma con i dati sulla suddivisione in classi di reddito dei lavoratori
dipendenti (in base ai dati del Mef sull’anno fiscale 2016), la Uil fa notare come a beneficiare del maggior guadagno fiscale, 129 euro mensili, sarebbe circa il 2% dei contribuenti, mentre il 40% dei contribuenti con redditi tra i 15.000 ed i 29.000 euro avrebbero un beneficio nettamente inferiore, compreso tra i 23 ed gli 83 euro mensili. In questo modo la progressività non verrebbe modificata significativamente rispetto all’attuale sistema, ma si verificherebbe un appiattimento per i redditi fino a 28.000 euro.

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