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Firenze, Conte ai giornalisti: «Non dipingete vicepremier Di Maio e Salvini come agitati»

Giuseppe Conte

FIRENZE – Parlando nel tempio della lingua italiana, l’Accademia della Crusca a Firenze, il premier Giuseppe Conte si dev’essere reso conto del linguaggio che spesso viene usato dai suoi vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che in sostanza sono anche i soci di maggioranza del suo governo, e allora li difende. Invocando quasi clemenza. Con queste parole: «Se ci fate caso, voi giornalisti dipingete i vicepresidenti (Luigi Di Maioe Matteo Salvini, ndr) come due persone agitate dal punto di vista linguistico, ma non è così. Spesso si tratta di reazioni che sono arrivate a dichiarazioni un po’ intempestive. E se la dichiarazione intempestiva arriva da persone che hanno un alto ufficio istituzionale in Europa, anche voi giornalisti, e noi tutti nell’ambito dei rispettivi ruoli, dovremmo fare sistema. Perché sono dichiarazioni che potrebbero contribuire anche a un allarme. E’ chiaro che poi, di fronte ad
alcune dichiarazioni che hanno un contenuto politico un leader politico, risponda e delle volte lo faccia anche con un tono colorito».

Quindi la giustificazione, che assomiglia più che altro a un appello alla clemenza: «Non mi sembra che i toni di Di Maio e Salvini siano fuori luogo – ha aggiunto Conte -, qualche volta si è risposto a delle valutazioni politiche che in questi frangenti reputo inopportune».

Riguardo all’invito di Fondo monetario internazionale e Bankitalia a non toccare le pensioni, Conte ha risposto: «Quella della Fornero non è solo una riforma, se guardate i sondaggi, che è forse la più amata. Ma non è il problema di accedere o rispondere a un sondaggio ma è l’ingiustizia che quella legge ha creato. E’ rispondere a quell’ingiustizia che la legge ha creato di punto in bianco nella vita lavorativa di tanta gente. Intervenire adesso significa realizzare un impegno scritto nel contratto di governo».  Per Conte, «quello che stiamo facendo, e da domani speriamo già di portare delle notizie, è di costruire una revisione della Fornero che abbia un impatto positivo sul mercato occupazionale e sul sistema produttivo italiano».

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Sandro Bennucci

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