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Francia migranti: 50.000 rimandati in Italia, ma anche i respingimenti verso la Spagna aumentati del 60%.

PARIGI – Macron sta facendo il furbetto non soltanto con l’Italia, ma anche con la Spagna e rimanda indietro una moltitudine di migranti che, entrando in Francia, vorrebbero per lo più proseguire il lorxo cammino negli altri paesi dell’Europa del Centro – Nord. Sappiamo già delle violente polemiche scoppiate con l’Italia, ma anche dal lato dei Pirenei le cose non vanno meglio.

Le procedure di riaccompagnamento dei migranti al confine con la Spagna, infatti, sono letteralmente esplose. Secondo gli ultimi dati ufficiali, dal gennaio scorso l’espulsione degli immigrati entrati in Francia dalla frontiera spagnola è aumentato del 60 per cento. Un escalation che riguarda solo il dipartimento dei Pyrénées-Atlantiques, al confine nord tra i due Paesi. A confermare il fenomeno è stato lo stesso ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, che intervistato dal Journal du Dimanches ha ammesso di essere «preoccupato per la pressione che si esercita attualmente alla frontiera spagnola».

Un fenomeno in crescita negli ultimi mesi, tanto che anche il predecessore di Castaner, Gerard Collomb, dimessosi per il rapporto ormai logoro con Macron, aveva lanciato l’allarme su questa nuova rotta dei migranti che tentano disperatamente di raggiungere il nord dell’Europa attraverso la Spagna e la Francia.

La linea dura di Parigi è in atto da tempo. Secondo i dati forniti dal Viminale all’Agi a fine agosto, «nel 2017 sono stati respinti dalla Francia verso l’Italia 30.911 migranti (di cui 10.407 in possesso di un titolo di soggiorno valido in Italia). Nel 2018, tra il primo gennaio e il 28 agosto, sono stati respinti 17.476 migranti, di cui 6.561 in possesso di permesso di soggiorno. Dunque in totale si tratta di 48.387 migranti in circa 20 mesi». I numeri diffusi dai francesi sarebbero addirittura superiori.

Secondo il quotidiano francese le Monde, che riporta i dati del ministero dell’Interno francese ottenuti dall’associazione di sostegno ai migranti la Cimade, i respingimenti sono aumentati a dismisura da quando sono stati introdotti i controlli alle frontiere nel 2015 a seguito dagli attentati terroristici che avevano colpito la Francia. In base a questi dai, «nel 2017 nel dipartimento delle Alpi Marittime – quello al di là del confine di Ventimiglia – sarebbero stati 44.433 gli stranieri a cui è stato impedito l’accesso nel territorio francese (tra cui 13.500 minori), contro gli appena 1.193 del 2015. A questi stranieri respinti a Ventimiglia si possono aggiungere i 6.036 respinti ai valichi della Savoia, i 2.074 dell’Alta Savoia e i 1.899 delle Alte Alpi.

Il totale dei respinti dalla Francia verso l’Italia, quindi, arriva così a 54.442». Le poche volte Macron apre i confini si tratta di spot da vendere all’opinione pubblica. Come quando la Francia ha deciso di accogliere la nave Aquarius nel porto di Marsiglia dopo un lungo braccio di ferro con l’Italia. In quell’occasione il presidente francese aveva sbandierato un volto solidale che, come abbiamo visto, non rispecchia la realtà dei fatti: «C’è una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa – aveva detto – L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino». Andrebbe chiesto a Macron dove fosse l’aspetto umanitario nei 50mila respingimenti avvenuti in un solo anno al confine con l’Italia.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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