Palazzo Chigi al lavoro

Libia: conferenza di Palermo il 12 e 13 novembre. Ci saranno Russia e Usa, incerta la presenza di Macron

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

ROMA – C’è un punto su cui M5S e Lega sono d’accordo: la stabilizzazione della Libia è una priorità comune. Della Libia, innanzitutto, ma anche di un’Italia che ha fatto del dossier migranti uno dei punti chiavi del suo programma. Anche per questo la conferenza sulla Libia del 12 e 13 novembre di Palermo sarà fondamentale per il premier Giuseppe Conte che, si sottolinea a Palazzo Chigi, tiene particolarmente ad un’iniziativa che darà nuova linfa al ruolo dell’Italia sul Paese nordafricano.
Conte sta tirando le fila di un nodo non secondario per la buona riuscita della conferenza, quello delle presenze. Il
governo lavora perché l’iniziativa sia più inclusiva possibile, spiegano dal governo nella giornata in cui prima il premier e poi il presidente della Camera Roberto Fico ricevono il Presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, e il Presidente dell”Alto Consiglio di Stato libico, Khaled Al Meshri
Il Consiglio Supremo della Difesa riunito al Quirinale viene focalizzato sul dossier libico. »La stabilizzazione resta una priorità per l’Italia e fattore indispensabile alla sicurezza del Mediterraneo», sottolinea il Quirinale partendo da una base che è anche quella da cui prenderà il via la conferenza di Palermo: «Il processo di pacificazione permane in una situazione critica».
Dal governo si sottolineano due elementi: il primo è che l’Italia non ha l’ambizione di trovare una soluzione nel breve, tanto che la conferenza di Palermo al momento non prevede conclusioni scritte; il secondo è che, da parte del governo, non si vuole mettere in campo alcuna ingerenza sulla data delle elezioni, ma solo dare «un contributo sotto l’egida dell”Onu alla stabilizzazione democratica del Paese». Di certo per il governo organizzare delle elezioni a stretto giro al momento non è opportuno. Ed è in questo concetto che risiede la risposta italiana al summit del maggio scorso di Parigi in cui la Francia mise in campo la sua opa sul dossier libico promuovendo, assieme a Fayez Al Serraj e al generale Khalifa Haftar, il 10 dicembre come possibile data del voto. In questo senso un aiuto
potrebbe arrivare dalla nuova road map che il Consiglio di sicurezza Onu metterà in campo l”8 novembre sulla Libia.
La presenza di Emmanuel Macron a Palermo, al momento non è confermata. Ci saranno invece due alti rappresentanti delle due potenze che, sulla Libia, sembrano sostenere il ruolo italiano: gli Usa, per i quali potrebbe venire in Italia il Segretario di Stato Mike Pompeo, e la Russia, che sarà rappresentata da Dmitri Medvedev. Il 13 sarà la giornata clou anche se la cancelliera Angela Merkel potrebbe approdare a Palermo già il giorno prima, quando potrebbe esserci una cena di lavoro. Certa è invece la presenza dei due protagonisti dello scenario libico, Serraj e
Haftar. E, in questi giorni si punta ad avere il formale ok anche dei rappresentanti delle milizie di Misurata. E non è
certo causale, in questo senso, l’incontro tra il vicepremier Matteo Salvini e il suo omologo – ed esponente di
Misurata – Ahmed Maitig che vedrà anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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