Ma con questo governo non si è mai sicuri

Pensioni d’oro: ennesimo accordo fra M5S e Lega per contributo di solidarietà oltre i 4.500 euro

di Paolo Padoin - - Approfondimento, Cronaca, Pensioni, Politica, Primo piano, Top News

ROMA -L’Agenzia AdNKronos ci offre alcune anticipazioni su un accordo che sarebbe stato raggiunto da Lega E M5S in tema di pensioni, e in particolare di pensioni d’oro. Sostenendo che alla fine, per queste ultime, ci sarà il contributo di solidarietà per 5 anni (con una durata quindi eccedente la legislatura) e il raffreddamento dell’indicizzazione, mentre è definitivamente tramontata l’ipotesi del ricalcolo con il sistema contributivo.Un doppio colpo contro quelli che Di Maio chiama spregiativamente parassiti.

Si tratta dell’ennesima versione sfornata dalla premiata ditta di Di Maio, Fico e Compagni (nel senso politico del termine, visto il loro orientamento) per fregare chi ha pagato tasse e contributi salati e favorire evasori e nulla facenti. Ma non sono indicati neppure questa volta i dettagli, e pubblichiamo la quarantesima, credo, versione del progetto, con beneficio d’inventario. Fino alla prossima edizione, e così via fino alle elezioni europee. A meno che, e sarebbe altamente auspicabile, le lotte e le diatribe interne non facciano cadere questo governo di apprendisti e dilettanti.

Quanto alla riforma della Fornero sarebbe confermata quota 100 con 38 anni di contributi e 62 anni di età e le finestre di uscita con un preavviso di 6 mesi per i dipendenti pubblici. Questo sarebbe l’accordo raggiunto tra M5S e Lega in materia previdenziale. Le norme saranno adottate con un ddl collegato alla manovra o con decreto legge.

Nelle previsioni dell’esecutivo (o di Di Maio?) il contributo di solidarietà dovrebbe portare poco più di un miliardo di euro nelle casse dello Stato in 5 anni. Colpirà gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui con aliquote progressive a partire dall’8% fino a un’aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi. Non si chiarisce però se solo per la quota che supera tale limite, come sembrerebbe logico, nel ragionamento dei cosiddetti riformatori. Ci sarà in più anche il raffreddamento dell’indicizzazione, dal quale arriverebbero circa 300 milioni l’anno. In pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino a un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti, che verrebbero ulteriormente penalizzate.

Le categorie interessate stanno affilando le armi per preparare i ricorsi contro l’ennesimo, ingiusto e illegittimo prelievo.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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