L'opinione opinabile e schierata della chiesa

Sicurezza: il giornale dei Vescovi contro Salvini e la legittima difesa

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Il giornale dei vescovi, l’Avvenire, ha dichiarato guerra aperta al ministro Salvini e critica ogni iniziativa presa dal leghista, al di là di quelle che restringono gli spazi per l’accoglieza, in questo caso comprensibili, visti gli interessi economici della Chiesa per il lucroso business migranti. In un articolo di Matteo Marcelli il quotidiano cattolico contesta però anche la legge sulla legittima difesa, affiancandosi alle sinistre estreme dei vari Boldrini, Rossi, Manconi ecc.
Si sostiene infatti che la riforma della legittima difesa non è necessaria e rischia di portare a una silenziosa corsa all’acquisto delle armi da parte degli italiani. Secondo l’articolista c’è un vasto fronte della società civile che si oppone alla riforma approvata dal Senato il 24 ottobre a tutela di chi ha reagito a un’aggressione subita in casa, ma la maggioranza di governo intende andare avanti, forte anche del sostegno di quella parte della cittadinanza che si considera, a buon diritto, sotto minaccia della criminalità.
In realtà la percezione di insicurezza non si spiega con i numeri ma con esperienze reali: stando ai dati diffusi dal Servizio studi del Senato, i casi giunti in dibattimento per eccesso colposo di legittima difesa sono stati appena cinque in quattro anni (dal 2013 al 2016): non proprio quella che si definirebbe un’emergenza. Se poi si allarga lo sguardo sul più ampio orizzonte della sicurezza nel nostro Paese, che la narrazione di chi ha promosso questa legge vorrebbe sempre più violento, si può notare come il tasso di omicidi sia calato costantemente dal 1992 al 2016, passando dai quasi 2mila casi del 1991 ai 397 del 2016 (numeri del ministero dell’Interno elaborati dal sociologo Marzio Barbagli). Stesso discorso per furti e rapine, in continua diminuzione da12014 a12017 (dati Istat). Ma fatti eclatanti di aggressioni violente a persone anziane nelle loro abitazioni fanno superare le statistiche.
infatti, secondo quanto riportato dal Censis, tra gli italiani sta crescendo la voglia di sicurezza fai da te e circa il 39% dei nostri concittadini è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di arma da fuoco. Visto che il nuovo testo introduce una sorta di presunzione di legittimità della difesa, l’utilizzo delle armi sarà sempre giustificato dalla legale detenzione.
I sindacati delle istituzioni più interessate, sia l’Anm che il Siulp, il sindacato di sinistra della Polizia di Stato, pur riconoscendo la necessità di una risposta al sentimento diffuso di insicurezza, restano convinti che la legittima difesa non possa prescindere dal principio di proporzionalità. I magistrati ovviamente perché non vogliono perdere il loro potere discrezionale, il sindacato dei poliziotti per ovvie ragioni politiche. Ma i cittadini reagiscono diversamente e vogliono armarsi proprio perché delusi da una giustizia che troppo spesso non colpisce adeguatamente, a loro avviso, i delinquenti, ma se la prende con chi si difende dopo un attacco violento o minacce subite dentro l’abitazione o nel negozio. Che viene fatto passare dalla parte del torto e magari deve rifondere danni all’aggressore o ai suoi familiari. Anche a questa distorsione occorre rimediare

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