Sale la fiducia dei cittadini nello Stato e nelle istituzioni. Forze dell’ordine al top

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Palazzo Chigi

ROMA – Il XXI Rapporto: Gli Italiani e lo Stato, curato da Demos per La Repubblica e commentato da Ilvo Diamanti, ci fa scoprire una verità sorprendente, almeno rispetto alla realtà degli ultimi anni e alla tendenza dei partiti al governo: rinasce e aumenta la fiducia nelle istituzioni, in particolare nello Stato e diminuisce quella nella Chiesa e nel Papa, che pur resta ai vertici del gradimento.

Sulla base di un sondaggio condotto nelle ultime settimane, rispetto al 2017,  si osserva una crescita della fiducia verso le istituzioni di governo, di rappresentanza e di servizio. Davanti a tutti, come avviene da anni, le Forze dell’ordine e il Papa..  Ma quasi tutti gli altri soggetti istituzionali hanno visto salire la fiducia nei loro riguardi. Il Parlamento è salito di 8 punti. Lo Stato di 10. Anche i partiti, pur restando in coda alla graduatoria, sono risaliti, seppure di poco, come le associazioni sindacali e degli imprenditori.

Diamanti spiega quest’inversione di tendenza con il mutato atteggiamento di Lega e M5S nei confronti delle istituzioni, che prima contestavano. «Lo Stato siamo noi», ha ripetuto Di Maio in più occasioni. Così, gli elettori di Lega e M5s , in precedenza attori della sfiducia, oggi sono divenuti i motori della fiducia, con il conseguente riflesso nel sondaggio. È significativo che le uniche istituzioni che subiscono un calo di fiducia siano quelle religiose. Oltre al Papa: la Chiesa. Colpevoli, secondo alcuni soggetti politici, in particolare la Lega, di sostenere l’accoglienza dei migranti. Ma, al tempo stesso, riflesso del declino del sacro che segna il nostro tempo. E’ una spiegazione che non mi convince molto, vedo piuttosto una riflessione più approfondita e critica delle persone, in occasione della manovra che sta deludendo molti, sull’operato del governo gialloverde e, di riflesso, una virata verso le istituzioni che raccolgono maggior fiducia. Con un arretramento sensibile, negli anni di crisi, degli enti territoriali, in particolare delle dispendiose regioni, che arretrano fortemente nel consenso dei cittadini. Meravigliano un po’ la tenuta della magistratura, dopo recenti sentenze che hanno creato qualche sconcerto, e dell’Ue, ma a quest’ultimo proposito sembra aver giovato l’accordo in extremis sulla manovra raggiunto col Governo.

Vediamo alcuni risultati significativi delle istituzioni: le Forze dell’ordine, al 72%, restano in testa alla graduatoria. Poi in successione la Scuola (54), la magistratura (42), il Comune (38), l’ UE (33), lo Stato (29), i sindacati (23), i partiti (8).  Lo Stato sembra in posizione bassa, ma è da rilevare che, rispetto al 2017, il suo gradimento ha avuto un balzo in avanti da 19 a 29 punti (+10), il maggiore fra tutte le istituzioni. La Regione invece ha avuto un crollo,a partire dal 2008, dal 39 al 30 (-9), ma peggio ancora, nell’arco di 10 anni, hanno fatto la Chiesa, da 58 a 38 (-20), la UE, da 58 a 33 (-25), il Presidente della Repubblica, da 71 a 56 (- 15).

La politica negli ultimi 30 anni ha provocato molti guasti, ha fatto scendere a livello infimo la fiducia nei partiti, come confermato anche in quest’occasione, e non dimostra certo di voler instaurare un’inversione di tendenza con le ultime manifestazioni di pochezza e di nullità, vista la disgregazione e le lotte intestine in molti partiti che furono egemoni per la destra e per la sinistra (Forza Italia e Pd).

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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