Tsunami in Indonesia: 300 morti, quasi 1.500 feriti, 128 dispersi. Nuove scosse: state lontani dalle spiagge

GIAKARTA – Un bilancio sempre più impressionante. Sono saliti a 373  i morti, stando all’Agenzia indonesiana per la gestione dei disastri. Il suo portavoce, Sutopo Purwo Nugroho, ha fatto sapere che al momento si contano 128 dispersi mentre i feriti sono 1.459. Il figlio del Krakatoa, il vulcano Anak, continua ad eruttare e autorità indonesiane hanno invitato anche la popolazione e i turisti a stare lontani dalle spiagge nel timore che possa verificarsi una seconda devastante onda di tsunami. Sono almeno 600 le abitazioni distrutte, 9 hotel severamente danneggiati.

Sono 11mila gli sfollati dopo lo tsunami che ha colpito due giorni le coste dello stretto della Sonda tra Giava e Sumatra, lo rende noto l’Oxfam che ha lanciato un appello di emergenza per soccorrere le popolazioni colpite, sottolineando che sale l’allarme per la possibilità di un nuovo tsunami dopo le nuove eruzioni del vulcano Anak Krakatoa domenica. Il sistema di allarme nelle zone devastate non è operativo dal 2012 a causa della scarsità di fondi, atti di vandalismo e problemi tecnici. Lo tsunami ha colpito le spiagge 24 minuti dopo l’eruzione del vulcano che lo avrebbe scatenato.

Un’onda alta fino a tre metri, arrivata inaspettatamente nel buio e senza nessun terremoto prima che la potesse far temere, ha devastato venerdì notte un tratto di costa occidentale dell’isola di Giava, in Indonesia,  in un fine settimana di altissima stagione per il turismo locale. Lo tsunami è stato con ogni probabilità causato dall’eruzione dell’Anak Krakatoa, un vulcano pochi chilometri al largo nello stretto della Sonda; si ipotizza che una frana sottomarina provocata dall’esplosione abbia generato l’onda anomala che si è infranta sulla spiaggia solo ventiquattro minuti dopo. L’onda ha distrutto oltre 500 case sul lungomare, danneggiando pesantemente anche una decina di hotel, sessanta ristoranti e 350 barche.

La maggior parte delle vittime – che al momento, sembrano essere tutte indonesiane – si è registrata a est del vulcano, sulla sponda di Giava, nel distretto di Pandenglang: spiagge come Tanjung Lesung, Carita, Teluk Lada e Panimbang, a poche ore dalla capitale Giacarta, sono particolarmente frequentate dai turisti locali. Ed era l’inizio di un ponte festivo di quattro giorni. Decine di vittime sono state però segnalate anche sulla sponda di Sumatra, e si teme che ulteriori aggiornamenti del bilancio dei morti siano inevitabili. Nel frattempo, le autorità hanno diramato un’allerta esortando la popolazione nell’area a stare lontano dalle spiagge. Il muro d’acqua è arrivato all’improvviso, è penetrato all’interno della costa per decine di metri spazzando tutto sul suo cammino, abbattendo pali della luce e scaraventando macchine e motorini sui tetti di case distrutte. Facendo sentire la sua forza anche quando si è ritirato, trascinando con sè in mare cose e persone.

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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