Le regola in vigore nel paese degli sceicchi

Arabia Saudita: Supercoppa italiana vietata alle donne mette d’accordo Boldrini, Salvini e Meloni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Sport

ROMA – La Lega di calcio di serie A ha diffuso un comunicato sulla vendita dei biglietti per la partita di Supercoppa Italiana (Juventus – Milan) in programma il 16 gennaio a geadda, in Arabia Saudita: 50mila tagliandi si sono volatilizzati in poche ore, dei 60mila disponibili. Ma a creare perplessità c’è una regola relativa all’ingresso in alcuni settori del King Abdullah Sports City Stadium, che sono stati riservati unicamente agli uomini.

Si è così riusciti a mettere d’accordo tre personaggi politici agli antipodi, Laura Boldrini, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Alla partita le donne possono assistere solo nel settore famiglie, ciè accompagnate da familiari, il resto dello stadio è vietato, per cui una donna italiana sola, anche se volesse, non potrebbe assistere al match.

Inizia Giorgia Meloni, presidente di FdI protestando: «le donne possono andare solo accompagnate nel settore
famiglie, da sole no, perché l’Islam non lo ammette. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non può farlo. Ma che schifo è? Abbiamo venduto secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne ai soldi dei sauditi? La Federcalcio blocchi subito questa vergogna assoluta e porti la Supercoppa in una nazione che non discrimina le nostre donne e i nostri valori».

Segue Matteo Salvini: «Intermezzo calcistico: che la supercoppa italiana si giochi in un paese islamico dove le donne
non possono andare allo stadio se non sono accompagnate dagli uomini è una tristezza, è una schifezza: io quella partita non la guardo. Dove sono le femministe italiane, le Boldrini di turno?».

Ovviamente si materializza anche Laura Boldrini con un tweet: «Le donne alla #SuperCoppaItaliana vanno allo stadio solo se accompagnate dagli uomini. Ma stiamo scherzando? I signori del #calcio vendano pure i diritti delle
partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!».

Qualcuno come Fratoianni e la stessa Boldrini chiede che la Rai non trasmetta la partita in tv. Sono attese decisioni in tal senso, anche dalle Società, tirate per i capelli dalla politica bipartisan.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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