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Suvignano (Si): la tenuta strappata alla mafia consegnata alla Regione Toscana da Salvini

SUVIGNANO (Si) – Un luogo di produzione, strappato alle mafie e che crei ricchezza, ma anche una casa della cultura della legalità, dove accogliere scolaresche e giovani, dove organizzare eventi, campi estivi ed approfondire e parlare, in un luogo simbolo, della lotta alla criminalità organizzata. L’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli, ha ben chiaro quello che dovrebbe essere il futuro della tenuta,  e lo illustra al ministro dell’interno Salvini, è venuto in provincia di Siena per firmare il verbale di consegna dell’azienda – nel comune di Monteroni d’Arbia e in parte in quello di Murlo – che per tanti anni, da quando è stata confiscata definitivamente nel 2007 è diventato il simbolo di tutte le confische alle mafie in Toscana. “Uno dei beni più importanti confiscati in Italia – ricorda l’assessore -, di gran lunga il più grande in Toscana”.

Da anni la Regione lavora al progetto di restituire il bene ai cittadini, di farne una simbolo della lotta alle mafie, l’emblema di quello Stato che si oppone alla criminalità organizzata che anche in Toscana sciacqua i propri denari e fa affari. E’ stato un percorso difficile e lungo. Ad un certo momento si è rischiato che l’azienda – oltre settecento ettari di terreni, diciassette casolari e 21 mila metri quadrati tra immobili e magazzini, una chiesetta di fianco all’edificio principale, una villa e una colonica di pregio – fosse messo all’asta. Poi un paio di anni fa la svolta. Bugli ringrazia il lavoro dell’agenzia nazionale per i beni confiscati: il prefetto Sodano che l’ha guidata negli ultimi anni, il prefetto Frattasi che il 19 gennaio gli è succeduto. Ringrazia anche chi ha gestito in questi anni l’azienda.

Per il 2019 la Regione, che gestirà l’azienda attraverso Ente Terre, ha già stanziato in bilancio 800 mila euro. Il fulcro dell’attività economica rimarrà la produzione agricola e zootecnica e si potranno creare anche alcuni posti di lavoro. L’attivià dell’agriturismo, oggi in grado di accogliere ospiti solo in estate, sarà ulteriormente sviluppata. Ma sarà appunto anche un luogo di cultura e di attività sociali


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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