I pensionati affilano le armi

Pensioni d’oro: i tagli partiranno dal mese di giugno, lo annuncia il Direttore Generale Inps

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Pensioni, Politica

Pensioni tutt’altro che d’oro, tagliate dal Governo gialloverde

ROMA – Il sempre aggiornato e puntuale sito PMI.it ci fa sapere che il direttore generale INPS, Gabriella Di Michele, ha confermato che da giugno partirà il taglio sulle pensioni d’oro, norma prevista dalla Legge di Stabilità. Si tratta, come noto,  di una riduzione degli assegni superiori a 100mila euro, con un meccanismo ad aliquote progressive che si applicano alla parte eccedente in base alla seguente progressione:

15%: fra i 100mila e i 130mila euro,
25%: da 130mila a 200mila euro,
30%: da 200mila a 350mila euro,
35%: da 350mila a 500mila euro,
40%: sopra i 500mila euro.

Circolano già i moduli per presentare immediatamente ricorso contro questo balzello ingiusto e iniquo, presentato come modello di equità sociale.

Sempre a giugno, sarà poi effettuato  il conguaglio delle pensioni dopo la rivalutazione prevista dal prossimo primo aprile, con regole sono diverse da quelle applicate nei primi tre mesi dell’anno. In pratica, da giugno scatterà il recupero delle somme in più percepite nei primi tre mesi in virtù della più favorevole indicizzazione.

Di Michele ha poi diffuso i primi numeri sulle liquidazioni con quota 100, previste parimenti per aprile. Sono circa 25mila le pensioni gli assegni che partiranno al debutto della misura, su oltre 96mila domande arrivate all’istituto di previdenza al 19 marzo. Ci sono anche richiedenti che avevano il requisito per la pensione  da aprile con la quota 100, ma che aspetteranno un mese in più. In dettaglio, si tratta di 23mila domande con decorrenza primo aprile che l’INPs deve esaminare: verranno messe in pagamento nel mese di maggio, comprensive degli arretrati relativi al mese precedente. L’istituto ha scartato fino a questo momento 5mila domande fra tutte quelle presentate. L’ultimo aggiornamento sulle domande Quota 100 vede prevalere i dipendenti (quasi a 70mila), mentre sono circa 16mila i commercianti e gli artigiani, 1700 i coltivatori diretti.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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