Alle urne una buona metà anche per le amministrative

Elezioni: il 26 maggio election day. Oltre alle europee la metà dei comuni. Anche Firenze, Prato e Livorno

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Indetti i comizi elettorali per le Europee, il 26 maggio si profila un vero e proprio election day, con metà dei comuni al voto. Il 2019 sarà quindi una scadenza cruciale per il rinnovo di un numero cospicuo di amministrazioni regionali e comunali. Per le prime, archiviato l’esito delle urne in Abruzzo (10 febbraio), in Sardegna (24 febbraio) e in Basilicata (24 marzo), tutti guardano al 26 maggio come la probabile data per l’apertura delle urne in Piemonte, anche se al momento manca ancora il via libera da parte del Viminale.

Più in là, ragionevolmente a novembre, sarà invece la volta di Calabria e Emilia Romagna. Ma, come accennato, saranno tantissimi anche i municipi che rinnoveranno i sindaci con annesso consiglio comunale: lo faranno anch’essi, nelle regioni a statuto ordinario, domenica 26 maggio con il turno dell’eventuale ballottaggio fissato dal ministero dell’Interno per domenica 9 giugno.

Diversa la scadenza per le comunali in Sicilia e Sardegna, entrambe regioni a statuto speciale: per la prima la data fissata è quella del 28 aprile (coinvolgerà 36 città, di cui molte di piccole dimensioni, ma anche Caltanissetta, Gela, Mazzara del Vallo, Bagheria, Cinisi e Monreale), mentre per la seconda slitterà molto probabilmente – a causa dei ritardo nella proclamazione degli eletti alle regionali del 24 febbraio – a domenica 16 giugno, appuntamento che riguarderà 29 centri, tra cui Cagliari, Sassari e Alghero.

Tornando alle regioni a statuto ordinario, il 26 maggio saranno 3.864  i comuni al voto, ben il 48,8% del totale,  di cui 27 capoluoghi. In termini assoluti la regione con il numero maggiore di municipi al voto è la Lombardia, con 995, seguita dal Piemonte (829) e Veneto (321).

Nel complesso saranno in tutto 6 i capoluoghi di regione in cui si apriranno le urne  il 26 maggio: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza.

Tanti i capoluogo di provincia, al voto vale a dire: Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Caltanissetta, Cesena, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro,Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Urbino,Verbania, Vercelli e Vibo Valentia. A livello di grandezza è bene ricordare che i comuni conoltre 100 mila abitanti sono: Bari, Bergamo, Cagliari, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Livorno, Modena, Perugia, Pescara, Prato, Reggio Emilia e Sassari.

VOTO TOSCANA

Elenco dei Comuni toscani che andranno al voto per le elezioni amministrative del 26 maggio prossimo. Tre i capoluoghi interessati: Firenze, Livorno e Prato. Delle 187 amministrazioni che saranno rinnovate, 25 sono della provincia di Arezzo; 35 di Firenze; 16 di Grosseto; 13 di Livorno; 20 di Lucca; 8 di Massa; 26 di Pisa; 5 di Prato; 10 di Pistoia; 29 di Siena. L’eventuale doppio turno è previsto solo nei Comuni sopra i 15mila abitanti, che in questa tornata sono 35. I sindaci non ricandidabili sono 45; mentre nelle amministrazioni sotto i 3mila abitanti (che in questo caso sono 56) il sindaco può ricandidarsi anche oltre i due mandati. Il Comune più grande al voto è Firenze con 380.948 abitanti; il più piccolo è Careggine (Lucca) con 539 abitanti.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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