Classe media in difficoltà, anche in Italia. L’Ocse chiede d’intervenire

PARIGI – L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) lancia un forte appello ai governi affinché adottino misure adeguate per sostenere la classe media in difficoltà, incluso in Italia, dove oltre il 73% delle famiglie a medio reddito ha difficoltà nel far quadrare i conti, contro una media Ocse del 43%. «Oggi la classe media assomiglia sempre di piu” ad una barca che naviga in acque
agitate», avverte il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, in occasione della presentazione a New York del rapporto «’Under pressure: the squeezed Middle Class». «Le autorità pubbliche – aggiunge – devono ascoltare le inquietudini dei cittadini, ma anche proteggere e promuovere il livello di vita della classe media. Questo consentirà di stimolare la crescita economica e creare un tessuto sociale più stabile e solidale».
Il livello di reddito di troppe famiglie si è ormai fermato sul binario morto. E sono sempre piu’ numerose quelle che non riescono piu” ad sostenere il caro vita, a cominciare dalla casa o l”educazione. In Italia, secondo l’Ocse, rientra nella classe media il 59% della popolazione. Un dato vicino alla media Ocse, al 61%. Il livello di questa fascia di reddito è andato declinando ad ogni salto generazionale, passando dal 58% del baby-boom (1942-1964), al 57% della generazione X (1965-1982), al 55% dei Millennials (1983-2002). Inoltre, sempre in Italia, un posto di lavoro a medio reddito su sei (16%) è ad alto rischio di automazione, vicino alla media Ocse (18%). Tra le soluzioni suggerite per ridare ossigeno alla middle class, il miglioramento dell”accesso a servizi pubblici di qualità, l”ottimizzazione delle coperture sociali, ma anche incoraggiare l”offerta di alloggi a prezzi sostenibili
