Un duro a capo della prefettura di polizia parigina

Parigi, gilet gialli: prova del fuoco per Didier Lallement, prefetto di ferro voluto da Macron

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

PARIGI – In Francia ha fatto discutere e non poco la nomina di Didier Lallement quale nuovo prefetto di Parigi, fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron dopo i gravi incidenti, provocati dagli scontri fra gilet gialli e Polizia.  Fama di duro, dal manganello facile, per questo Lallement è da una parte troppo apprezzato dai suoi estimatori, oppure troppo odiato da chi senza mezzi termini lo definisce un pazzo furioso.

Il prefetto di ferro è arrivato a Parigi da poco meno di un mese, una Parigi oramai sconvolta ogni sabato dalle proteste dei gilet gialli, manifestazioni spesso violente. L’ultimo grave episodio del genere è stato quello del 16 marzo: in quella drammatica giornata di sabato, vanno a fuoco edifici che ospitano banche, edicole e negozi lungo gli Champs Elysées, si contano feriti ed una situazione di preoccupante devastazione. La prima testa a saltare è quella del prefetto Michel Delpuech: da Place Beauvau, sede del ministero dell’interno, il primo responsabile della sicurezza parigina viene giudicato inadeguato o comunque non all’altezza del suo compito. Il ministro Christophe Castaner designa al suo posto Didier Lallement e la nomina arriva il 21 marzo.

Il governo vuole dimostrare così la volontà di saper tenere l’ordine nella capitale e replicare alle critiche delle ultime settimane.  La prefettura di Parigi ha un’ampia autonomia che in altre prefetture del paese è impossibile da riscontrare. Lallement ha a sua disposizione un proprio corpo di Polizia e può contare, tra le altre cose, su servizi segreti direttamente alle dipendenze della sua prefettura. Uno Stato nello Stato è la definizione più ricorrente che si ritrova in Francia nel parlare dell’istituzione prefettizia parigina.

Tutti concordano su questo ritratto del nuovo rappresentante del governo nella capitale francese. Si va dalle testimonianze raccolte nei giorni scorsi da Libération, in cui anche poliziotti al suo servizio lo giudicano come un personaggio freddo e burbero nella vita come nel lavoro, fino a quelle di diversi politici che lo conoscono bene secondo cui Lallement non è uno che bada molto al sottile.

L’opinione pubblica, in primis quella parigina, si chiede se, a prescindere dal suo modus operandi, Lallement sia davvero in grado di riportare ordine in una capitale che da anni vive sotto tensione. Tra attentati, micro criminalità e proteste in pieno centro, Parigi da almeno un quinquennio vede popolazione e turisti vivere perennemente in allerta. I primi due sabati dei gilet gialli si sono svolti in tono minore, quindi senza problemi per il prefetto.

Ma la giornata odierna, in cui è annunciato il ritorno dei casseurs, risulterà determinante per controllare se davvero le cose sono cambiate. Saranno schierati in tutta la Francia 60.000 uomini per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, in una Nazione e una Capitale ancora scossi per l’incendio che ha quasi distrutto Notre Dame. In ballo non c’è soltanto il prestigio del prefetto di ferro temuto dai suoi stessi poliziotti, ma anche la credibilità di Macron circa la questione della sicurezza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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