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Ponte Morandi: Di Maio contro Autostrade, gravi inadempienze della Società

ANSA/LUCA ZENNARO

ROMA – Di Maio contro i Benetton: «A quanto stiamo apprendendo sarebbero emerse gravi inadempienze da parte di Autostrade (e dunque i Benetton). Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Andiamo avanti, come un treno! Un abbraccio alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi. Lo Stato, questo Stato, è con voi». Così Luigi Di Maio su Facebook.

Il crollo del ponte ha comportato la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l’Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Ciò configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione. É questa, a quanto apprende l’ANSA, la sintesi a cui è giunta la relazione della commissione del Mit sul Ponte Morandi.

Il crollo – recita un passaggio dell’abstract della relazione – lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale (molti ponti hanno stesso livello di rischio di quello di Genova!) e che pertanto giustificano che lo Stato abbia perso fiducia nell’operato di Aspi (da tenere conto che Autostrade per l’Italia ha già iniziato un forte intervento di manutenzione straordinaria dopo il crollo). Secondo la commissione sono inoltre nulle (o comunque non applicabili al caso) alcune clausole della convenzione che prevedono risarcimenti per risoluzione anticipata, anche se comunque Aspi lo chiederà in sede contenziosa e non si può escludere che li ottenga.

L’articolo 9 bis della convenzione prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste “nel rispetto del principio dell’affidamento”. A quanto leggiamo dalla stampa la relazione del Mit ha evidenziato invece gravi inadempienze da parte di Aspi. Ciò significa che lo Stato nel caso di revoca non dovrà pagare ad Aspi i soldi per i mancati guadagni, come qualcuno ha provato a dire in questi giorni”. Lo sottolineano fonti di governo M5S. “Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Perché chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali”, concludono.


Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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