La destra verso il successo dopo anni di carestia

Grecia: Tsipras tramonta. Nea Dimokratia di Mitsotakis (38-42% negli exit poll) verso governo monocolore

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Eventi, Politica

Nea Dimokratia verso un governo monocolore

ATENE – L’era di Tsipras alla guida della Grecia sembra terminata. Secondo i primi exit poll, il partito conservatore di Nea Dimokratia è avanti, al 38-42%, contro il 26,5-30,5% di Syriza. E sempre secondo gli exit poll realizzati dalla società Alco per tutti i canali televisivi greci, Kinal (socialisti) ottiene tra il 6 e l’8%; Diem 25 (il movimento di Yanis Varoufakis) tra il 3 e il 5%; i nazionalisti di Elliniki Lysi 2,5-4,5%; i neonazisti di Alba Dorata 2,8-4,8%; i comunisti di Kke 5-7%. Attorno alle 20 italiane è attesa la prima proiezione basata su dati reali. Se i primi exit poll saranno confermati dallo scrutinio, la Grecia di avvia verso una maggioranza assoluta alla destra con il partito conservatore Nea Dimokratia che potrebbe formare un governo monocolore. In base ai primi rilevamenti il partito di Mitsotakis otterrebbe infatti tra i 155 ed i 167 seggi sui 300 totali in parlamento.

In una giornata torrida in cui molti greci probabilmente decideranno di andarsene in spiaggia, i principali leader politici hanno già votato e il premier Alexis Tsipras, dopo aver deposto la scheda in un seggio ateniese vuoto, ha invitato i connazionali (per la prima volta alle politiche votano anche i 17enni) a non astenersi “perché oggi decideremo il corso del Paese per i prossimi quattro anni. Lo dico in particolare ai giovani, che sono quelli che di solito fanno la differenza: non lasciate questa decisione cruciale nelle mani di altri”.

Il leader del centrodestra Kyriakos Mitsotakis, super favorito nei sondaggi, ha detto dopo aver votato di sentirsi “fiducioso che ci sarà l’alba di un nuovo giorno”. Sempre nelle prime ore del mattino hanno votato il leader di Diem25 Yanis Varoufakis (“Votate, è l’unico modo che abbiamo per difendere la democrazia”, è stato anche il suo appello) e la leader socialista di Kinal Fofi Gennimatà. Ha votato anche il presidente della repubblica Prokopis Pavlopoulos. Nelle precedenti elezioni politiche del settembre 2015, con temperature molto meno elevate, il 56,16% dei greci si recò a votare.

Sono circa 10 milioni i greci chiamati alle urne per le elezioni politiche anticipate.  I seggi hanno aperto alle 7 locali (le 6 in Italia), si chiuderanno alle 19 (le 18 in Italia). Immediatamente dopo la chiusura sono attesi gli exit poll, e attorno alle 21 le prime proiezioni basate su dati reali che dovrebbero dare un’indicazione pressoché certa del risultato. Il sistema elettorale greco è un ‘proporzionale rafforzato’: il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi, per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati.

Una parte di seggi vengono assegnati sulla base dei voti presi nelle varie regioni (il Paese è diviso in 56 circoscrizioni, che corrispondono grossomodo alle regioni, con le aree più popolose, come Atene e l’Attica, che sono a loro volta divise in sotto-circoscrizioni). Con il 40,5% dei voti si ha la certezza di avere la maggioranza assoluta. Ma è una soglia molto difficile da raggiungere: per cui, il raggiungimento dell’autonomia parlamentare è condizionato, per i partiti maggiori, dalla presenza o meno nel ‘Voulì’ (il nome del parlamento in greco) delle formazioni politiche minori, che devono superare la soglia di sbarramento del 3%. Meno ce ne sono, più bassa è la percentuale necessaria ad avere la maggioranza assoluta.

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Ernesto Giusti

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