Assemblea Pd: richiamo di Zingaretti all’unità del partito, unica alternativa credibile al Governo

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
ROMA – «Dobbiamo essere tutte e tutti in campo per aprire un confronto con il paese, per essere vicini alle persone. Organizziamo appuntamenti di ascolto, riuniamo le energie migliori, diamo forza alla nostra comunita’. Ora dobbiamo costruire il futuro, basta litigare sul passato. Al Pd serve una vera e propria rivoluzione, altrimenti non ce la facciamo. Dobbiamo costruire un campo largo, plurale, di persone consapevoli. Un partito nuovo, lo dico a tutte e a tutti: non aspettate che qualcosa si muova, aiutateci». Così ha esordito il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, aprendo l’assemblea nazionale.
PROPOSTE – E ha aggiunto: «Il nostro compito e’ alzare gli occhi sul futuro e dare una speranza all’Italia: apriamo un grande dibattito sulle nostre proposte per l’Italia e per l’Europa. Noi le idee le abbiamo ma chiamiamo il paese a discuterne e lo facciamo con la Costituente delle Idee. Noi vogliamo abbassare le tasse a chi guadagna meno, vogliamo investire sulla sostenibilita’, vogliamo garantire la scuola gratis, dall’asilo all’universita’, alle famiglie con i redditi piu’ bassi: e’ la nostra idea di futuro, una grande battaglia culturale per l’Italia».
RENZI – Poi un invito diretto a Renzi, senza nominarlo: «Aggreghiamo e non dividiamoci, e’ questo che le persone si aspettano da noi: il Pd e’ il partito della sostenibilita’ ambientale e sociale, che ama l’Italia e vuole salvarla dalla spregiudicatezza di chi la sta governando. Muoviamoci, andiamo avanti con una piattaforma di idee e contenuti per aggregare forze nuove, la differenza tra noi e loro e’ che noi non ci limitiamo a dirlo, ma lo facciamo. Cambiamo e facciamolo insieme, le persone chiedono a noi del Pd di essere uniti».
RIFORMA PARTITO – «La riforma del partito è necessaria perché lo strumento che abbiamo non è più utile a svolgere la sua funzione. Non ce ne siamo occupati perché c’erano le elezioni ma sul partito dobbiamo cambiare tutto perché tutti sappiamo che cosi non si va più avanti. ‘E lo dico non perché che si discute -credo che questo sia un gran bene- ma non si va avanti così perché toppo spesso questo partito è un arcipelago in cui si esercita il potere, c’è gruppo dirigente nazionale attorno a leader ma poi c’è un regime correntizio che appesantisce tutto. Ci sono realtà territoriali feudalizzate che si collocano da una parte o dall’altra, con un leader o un altro a prescindere dalle idee.
LEGA – Quindi una stoccata a Salvini e al caso rubli: «Non è tanto il finanziamento ai partiti l’elemento inquietante dell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega, ma una strategia politica che avanza su due piani: distruggere le istituzioni europee con accanto forze di destra vecchie e nuove, e il superamento delle collocazione italiana nella Nato».
ALTERNATIVA – «Dobbiamo avere fiducia, nulla è prestabilito. Abbiamo fatto un primo passo, ma ora vogliamo fare la storia. Il Pd è l’unica alternativa credibile a questa deriva italiana. Oggi apriamo nuova fase: il primo compito è imporre un’altra agenda, non essere subalterni agli altri, essere proprietari del nostro destino. Abbiamo contro una forte destra illiberale. Ora – aggiunge – guardare in faccia a questa destra è il modo migliore per sconfiggerla».
ROSSI – Questo il commento del governatore toscano su Facebook: «Zingaretti all’assemblea nazionale del Pd ha usato parole molto forti sul partito. Ha parlato della necessità di una rivoluzione, di stracciare lo statuto, di combattere contro i gruppi di potere e il leaderismo. Un lavoro che dovrà durare fino a novembre per concludersi con un vero atto di rigenerazione. È una bella sfida, su cui la sinistra si gioca il suo futuro. Io penso – aggiunge Rossi – che molte cose sono cambiate, che si possano e si devono usare i social network, avere anche un partito digitale, ma che niente potrà mai sostituire la militanza, un circolo dove riunirsi, comunicare con gli altri, conoscersi e formarsi alla politica, essere riferimento territoriale e sociale».
