A Palazzo Chigi

Governo va avanti: Salvini-Di Maio, faccia a faccia di un’ora. Poi il leader leghista ha visto Conte

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Politica, Primo piano

I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini parlano nel cortile di Palazzo Chigi

ROMA – Dopo frecciate e liti via social, ecco il faccia a faccia, ossia un colloquio di un’ora circa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini a Palazzo Chigi. I due vicepremier, a quanto riferiscono fonti di M5S e Lega, hanno fatto il punto della situazione politica alla luce degli avvenimenti dell’ultima settimana. Il vertice sarebbe «andato bene», ha detto il ministro dell’Interno al termine dell’incontro. Salvini ha riferito di non aver visto anche il premier Conte, dopo Di Maio. E a chi gli chiedeva cosa rispondesse al presidente del Consiglio sul fatto che bisogna lavorare senza far polemiche, Salvini ha risposto: «Bene, perfetto, sono d’accordo». In mattinata Salvini era andato all’attacco: «Mi interessano meno di zero», aveva detto commentando su Radio anch’io le parole di ieri del premier Conte in Aula alla Camera. «Mi alzo ogni mattina per andare al Viminale per lavorare – ha aggiunto -. Io finché posso far le cose sto al governo, se dovessi accorgermi che sto al governo per non fare le cose…».

«C’è un’inchiesta e buona caccia al tesoro che non c’è», ha detto in un altro passaggio parlando del cosiddetto Russiagate italiano. Il vicepremier ha sminuito il caso parlando di un caso di fantasy di spionaggio in Russia: «E’ una storia dell’estate. Ci pagano per far lavorare le persone, per sistemare strade e autostrade», ha sottolineato Salvini, aggiungendo che «ieri Conte al Senato ha detto quello che dico io da settimane. Non ho mai preso un rublo, vado all’estero per far politica non per far accordi commerciali. Incontrare ministri è il mio lavoro, per l’interesse nazionale italiano».

Luigi Di Maio intanto ha invitato a stoppare le polemiche. «Non litigare e non alimentare litigi. Mettiamoci tutti al lavoro per il Paese. Se noi avessimo il sospetto che la Lega avesse preso anche un solo euro di quell’affare russo non staremmo al governo insieme. Io credo – rimarca – non ci sia bisogno di alimentare i litigi all’interno del governo, questo è il momento di lavorare per ottenere altri obiettivi». Alla cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare, anche il Capo dello Stato ha invitato tutti a costruire un clima collaborativo.

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Sandro Bennucci

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