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Confindustria toscana: proteggiamo il made in Tuscany dai falsi prodotti

FIRENZE – L’acquisto dei “falsi prodotti” fa perdere alla Toscana, in termini di fatturato, 500 milioni di euro l’anno. I prodotti contraffatti colpiscono le aziende della pelle, del tessile e dell’abbigliamento. Lo dice l’Istat. Lo dice il Ministero dello sviluppo economico. Eppure è un gesto abituale per molti. Siamo in piena estate, andiamo in spiaggia, passa un ambulante e acquistiamo una borsa finto Gucci. Oppure facciamo una passeggiata in piazza a Forte dei Marmi. C’è il negozio Louis Vuitton e poco più in là un venditore abusivo che vende sciarpe firmate appunto Vuitton. Certo, lo sanno tutti, sono prodotti contraffatti, ma sono convenienti: costano la metà o meno della metà dell’originale. Ci sentiamo furbi e non pensiamo al danno che facciamo all’economia regionale quando acquistiamo un falso.

L’appello di Confindustria Toscana. Sono il presidente regionale Alessio Marco Ranaldo e il presidente del comitato di lotta alla contraffazione della Camera di commercio di Firenze, Franco Baccani, alanciare un appello ai sindaci della costa. «Aumentate i controlli sulle spiagge, fate multe salate. I proventi dei prodotti falsi non ricadono sul territorio, fanno un danno alla Toscana. Si toglie un pizzico di futuro ai nostri figli e poi finisce che le aziende vanno via», dice Ranaldo. Ci va giù duro Franco Baccani: «Sappiamo da quali porti arriva la merce contraffatta. Il narcotraffico ha visto che trasferirsi sul mercato dei falsi è più conveniente e meno rischioso della droga. Intanto però si perdono posti di lavoro nelle aziende con sede in Toscana e si creano posti di lavoro senza diritti né tutele». Spesso però i Comuni sono alla canna del gas. Far quadrare i bilanci tra entrare e uscite è un’impresa complicata. Dove trovare i soldi per aumentare i controlli? «La Regione e lo Stato ci diano una mano. Si metta in discussione, se è il caso, il patto di stabilità. Ci si rivolga alla polizia privata. Se si vuole, i soldi per aumentare i controlli si trovano», insiste Baccani.

Confindustria si rivolge al governatore Rossi. Nel patto per lo sviluppo da 8 miliardi di euro siglato con la Regione c’è anche il progetto del marchio di qualità. «Si può chiamare “made in Tuscany” o “made in Toscana”. Anche se la giunta regionale è a fine mandato, mi auguro che il presidente Rossi capisca l’importanza della protezione industriale», dice Baccani. E il messaggio è forte e chiaro. Confindustria chiede a Rossi di dare quanto prima concretezza al progetto del marchio di qualità.

Le imprese del sistema moda toscano sono 16.000, il 43% del totale del manifatturiero regionale con 112.000 addetti: fatturano 19 miliardi di euro, quasi un quarto del dato nazionale, mentre il valore delle esportazioni è di 13 miliardi di euro. La Toscana è prima in Italia per numero di addetti (il 22,8% del totale nazionale) e seconda per l’importanza dell’export (il 21,3%).

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