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Terremoto Centro Italia: a tre anni dalle scosse ancora lontano il ritorno alla normalità

ROMA – Amatrice e Accumoli hanno celebrato la notte della memoria, a tre anni dal sisma che alle 3:36 del 24 agosto 2016 sconvolse anima e geografia di una larga parte di territori a confine tra Lazio, Abruzzo e Marche. Per i due comuni del Reatino è la notte del silenzio e del ricordo delle 249 vittime che il terremoto, in quelle drammatiche ore che sembravano non finire mai, ha lasciato dietro di sé, insieme alla distruzione, che, ancora oggi, segna comunità e terre. «Faccio appello alla stampa, alle Istituzioni, ai politici – scrive il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella – affinché il volere dei familiari delle vittime sia rispettato. Siamo a disposizione 364 giorni l’anno, quella notte abbiamo bisogno di stare tra noi, senza telecamere, senza persone esterne alla comunità amatriciana».

Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l’economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà. E’ quanto afferma Coldiretti a tre anni dalla prima scossa che il 24 agosto 2016 ha devastato ampie aree del Centro Italia. Nelle zone terremotate è ancora lontano il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i pesanti ritardi della ricostruzione. Il risultato – precisa Coldiretti – è un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola.

Sulla questione è intervenuta anche Federconsumatori con una nota che richiama alla necessità di intervenire prima possibile per dare un futuro al territorio colpito ed al Paese intero. “Ciò che più ferisce e sconforta, a distanza di tanto tempo – si legge – è trovare la situazione del tutto immutata. Quello che doveva essere e potrebbe essere “il cantiere più grande d’Europa” è fermo, la ricostruzione non parte e i cittadini, scoraggiati da tale andamento, stanno abbandonando le aree colpite.

Tre governi, Renzi in primis con le sue promesse puntualmente disattese, Gentiloni e Conte sono passati invano. La gente ancora non ha fatto rientro nelle case e la ricostruzione è ancora un miraggio.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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