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Pensioni: la spesa è in equilibrio, ma tornerà a aumentare nel 2022 per effetto di Quota 100

L’andamento della spesa pensionistica resta in equilibrio, secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, ma da qui a qualche anno quest’equilibrio sarà destinato a mutare in peggio a causa degli effetti della Quota 100 fortemente voluta dalla Lega e dal M5S per supoerare  in parte gli effetti nefasti della legge Fornero.

A partire dal 2015, la spesa pensionistica in rapporto al PIL, in presenza di una crescita economica che torna ad essere leggermente positiva, flette gradualmente portandosi al 15,4%, nel 2016. Questa tendenza prosegue fino a raggiungere un minimo del 15,3% nel biennio 2017-2018. In fase di proiezione,segue un triennio di rapida crescita del rapporto tra spesapensionistica e PIL dovuto al sensibile aumento del numero di soggetti che accedono al pensionamento anticipato in virtu’ dei recenti cambiamenti normativi introdotti con Quota 100.

«Le prospettive di crescita economica molto contenute, unitamente a tali innovazioni normative, contribuiscono a far aumentare significativamente il rapporto tra spesa per pensioni e PIL che raggiungerà il picco del 15,9% nel 2022». Lo evidenzia la RagioneriaGenerale dello Stato in uno studio sulla spesa pensionistica.

Quindi il governo giallorosso, che punta a restare in carica fino alla fine della legislatura e superare la fatidica data del 2022, quando ci sarà l’elezione del successore di mattarella, dovrà mettersi al tavolo con gli esperti per far fronte a questa eventualità, cercando di non sacrificare ulteriormente i pensionati, già stangati più volte dai vari governi da Monti in poi.

Non a caso è prevista una manifestazione dei pensionati per il prossimo mese di novembre e i sindacati confederali chiedono al governo di discutere su questo tema, affermando che le previsioni della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa previdenziale italiana, come al solito secondo loro sovrastimate, non modificano un quadro complessivo che vedrà certamente nei prossimi anni un incremento della spesa, soprattutto per ragioni demografiche.

Poiché, nonostante tutto, il sistema è ampiamente in equilibrio, i sindacati riaffermano ancora una volta una richiesta mai soddisfatta da nessun governo, quella di  depurare la spesa previdenziale da tutto ciò che previdenza non è. Per evitare altri interventi restrittivi sulla previdenza che, al contrario, necessita di una vera riforma che superi definitivamente l’impianto della legge Fornero. In questo modo i governi presenti e futuri non avranno l’alibi del pericolo di crescita eccessiva del deficit dell’Inps, aggravato da ultimo dalla gestione Boeri, per intervenire ancora sulle pensioni, soprattutto quelle considerata ingiustamente più alte, al fine di rimediare ai buchi della crescita della spesa assistenziale, che debbono gravare sulla fiscalità generale e su una voce specifica di bilancio dello Stato, non indistintamente su quello dell’Inps.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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