Le strategie della regione Toscana

Sicurezza Toscana: Bugli, meno porte blindate ma quartieri più vivibili

di Paolo Padoin - - Cronaca

RICCIONE – «Città più sicure grazie a politiche integrate che prevengano il degrado e rendano più vivi e vivibili strade e quartieri». L’assessore alla presidenza della Regione Vittorio Bugli è intervenuto alla Giornata di polizia locale e sicurezza urbana a Riccione illustrando i progetti di sicurezza integrata in attuazione in Toscana. Bugli ha sottolineato che contrastare degrado e criminalità, e di conseguenza rendere le città più sicure, necessita di presidi ma anche di studi, di analisi e soprattutto di politiche integrate. In questo senso la Toscana si è dotata di un Libro bianco che contiene le linee guida sulla sicurezza dei cittadini alla luce di un concetto più ampio che guarda anche alla vivibilità dei centri urbani, alla tutela del decoro, alla corretta fruizione degli spazi comuni.

“Più azioni positive e meno azioni negative. E’ questa l’equazione su cui puntiamo – ha sottolineato Bugli – quando parliamo di sicurezza integrata. Vale a dire interventi che, coinvolgendo anche i cittadini, preparino un ambiente che prima di tutto previene la criminalità, e poi la contrasta. E’ chiaro che ordine pubblico e sicurezza sono materia dello Stato. A livello locale possiamo pertanto fare cose diverse. Anche nella proposta di legge sulla sicurezza urbana e sulla polizia locale, che stiamo per approvare in giunta, cerchiamo di chiarire questa equazione, mettendo insieme sicurezza integrata e lotta al degrado. Noi diciamo: compriamo una porta blindata in meno ma scendiamo nel quartiere e viviamolo. Sosteniamo il ritorno delle attività commerciali, aggregative e culturali nelle zone urbane degradate. A questo approccio siamo arrivati dopo varie sperimentazioni sui territori e finora c’è stato un ottimo risultato: la fisionomia dei luoghi si è riaccesa e abbiamo visto un miglioramento del tessuto sociale oltre che della sicurezza”.

Vari i fronti di intervento già attuati sul fronte della sicurezza integrata. In tre anni la Regione ha distribuito contributi per quasi 3,3 milioni per finanziare sistemi di videosorveglianza a livello locale. Ne hanno beneficiato 228 Comuni e 18 Unioni, 172 progetti in tutto. Un nuovo bando per 477 mila euro è già stato predisposto. Con i PIU, i progetti di innovazione urbana, la Regione ha finanziato con i fondi Fesr 2014-2020 anche otto diversi interventi di riqualificazione urbana per altrettanti Comuni, con un contributo di quasi 44 milioni.

Ci sono poi i progetti speciali sulla sicurezza: cinque finanziati con quasi seicentomila euro alla fine del 2016 (Livorno, Prato, Pisa, Firenze, Lucca) a cui si sono aggiunti poi l’Osmannoro (tra Firenze, Sesto e Campi Bisenzio), Montecatini Terme, Arezzo, Grosseto per l’appunto, Rosignano Marittimo e Poggibonsi. Ad oggi il finanziamento regionale vale un milione e 96 mila euro: undici progetti in tutto, con il proseguimento dell’esperienza all’Osmannoro già confermata nei mesi scorsi. Si tratta di esperienze di presidio e controllo di vicinato; iniziative per ‘aggredire’ lo “sballo” notturno e rendere la movida vivibile; progetti di rivitalizzazione di centri storici e quartieri degradati con una diversa progettazione urbanistica ma anche attraverso animazione culturale e artistica. Lo scorso luglio la giunta poi ha dato il via libera ad un ulteriore bando da 800 mila euro per finanziare azioni integrate finalizzate a promuovere una rinnovata socialità dei quartieri più fragili.

Proprio in queste settimane stanno inoltre partendo i progetti dei vigili di prossimità, finanziati per tre anni in quindici Comuni (il finanziamento complessivo è di 9 milioni). L’idea era stata lanciata dalla Regione all’inizio dell’anno, accanto appunto alla richiesta all’allora Governo di un innalzamento della dotazione delle forze dell’ordine, che a giugno risultava ancora insufficiente in Toscana, costretta peraltro a fare i conti con pensionamenti anticipati. D’accordo con l’Anci, l’associazione dei Comuni, è stata data precedenza ai territori dove più alto era l’indice di delittuosità rispetto agli abitanti ‘equivalenti’, ovvero considerando non solo i residenti ma anche pendolari, studenti, turisti e chiunque in città e in quei comuni si sposti durante il giorno. I vigili di prossimit&agra ve;, riconoscibili da un logo cucito sulla manica sinistra delle divise, hanno il compito di stare nelle strade, nel quartieri, parlare e ascoltare le persone e i commercianti, e svolgere così anche un ruolo di deterrenza del crimine.

Bugli, concludendo il suo intervento alla Giornata organizzata dal Forum italiano per la sicurezza e dalla Conferenza delle Regioni, ha sottolineato la necessità di un vero e proprio piano sulla sicurezza urbana a livello locale che sia condiviso: “E’ necessario adeguare gli impianti normativi perché le Regioni non possono essere considerate un bancomat. Noi siamo disponibili a dare risorse per la sicurezza ma vogliamo decidere insieme ai sindaci quali politiche attuare per poi confrontarle con lo Stato”.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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