L'incontro stamani in albergo

Fiorentina: faccia a faccia con Enrico Chiesa. Commisso: «Federico? Voglio la squadra unita»

di Ernesto Giusti - - Approfondimento, Cronaca, Sport

Enrico e Federico Chiesa

FIRENZE – Faccia a faccia, in un albergo del centro di Firenze, fra Joe Barone, Daniele Pradè ed Enrico Chiesa, padre ed agente di Federico Chiesa. L’incontro e’ stato organizzato in particolare dalla società viola per chiarire la posizione del numero 25 della Fiorentina che domenica scorsa si sarebbe rifiutato di entrare in campo nel corso della partita di Verona, dopo una prolungata fase di riscaldamento. Al termine non è trapelato molto su cosa si sono detti. Joe Barone ha ripetuto che Chiesa è sotto contratto, deve solo pensare a giocare. Ma i rumors di mercato sono forti: si sussurra che Federico potrebbe partire già a gennaio: lo vogliono Juve, Inter e un club di premier, che pare sia il Liverpool. Dipendereà dalle offerte e anc he dalle eventuali contropartite. L’Inter metterebbe sul piatto una trentina di milioni, più Politano oppure Gabigol. Il Liverpool potrebbe mettere sul piatto un paio di giocatori importanti. L’offerta juventina, sempre secondo le voci di mercato, sarebbe invece più bassina. Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, era in albergo dopo il volo dagli Stati Uniti, ma quando è uscito ha smentito di aver preso parte al faccia a faccia con Enrico Chiesa. Con queste parole: «Non ho partecipato all’incontro tra Enrico Chiesa, Joe Barone e Daniele Pradè. Stavo dormendo un pochettino, ora vado a lavorare. Un giorno di questi parlerò con Enrico, non lo conosco e non l’ho mai incontrato. Federico? Lui lo sa quanto è importante per la Fiorentina, sa che da parte nostra non è mai arrivata una critica, mai una parola negativa contro di lui. Però siamo una squadra e le squadre devono giocare insieme, per la città e per i tifosi».

PEZZELLA – Ancora il presidente: «I ragazzi si devono incoraggiare, io sono qui per aiutarli, i nostri piani sono a lungo termine. Dico fin dal primo giorno che dobbiamo imparare, io per primo, datemi un po’ di tempo. Guardiamo alle cose positive come alcuni rinnovi di contratto. Io voglio vincere piu’ di qualcun altro ma non si vince ogni giorno. Alcune cose mi piacciono, altre no. Chiedo
grinta. Io non ero il miglior giocatore quando giocavo ma in quattro anni in cui ho giocato non mi e’ mai mancata la grinta. Se
avessero toccato un mio compagno di squadra, com’è stato fatto con Pezzella, mai avrei fatto mancare la grinta»

MONTELLA – Riguardo all’allenatore, ecco il pensiero di Commisso «Montella avrà tempo (quindi la partita con il Lecce non sarà decisiva per lui, ndr). Guardo i punti, non solo oggi ma gli ultimi. Siamo ad una vittoria dai 19 punti, che sarebbero stati più alti della della media avuta negli ultimi 10 anni. E molto fuori dalla zona retrocessione. Ho detto che se facciamo come l’anno scorso è un fallimento, ma non ho detto che voglio la Champions il primo giorno. Ci manca una vittoria che non abbiamo avuto. Forse Verona doveva essere quella. Cagliari non mi è piaciuta affatto. I ragazzi si devono incoraggiare, sono qui per questo. I nostri piani sono più a lungo termine. Datemi un po’ di tempo e devo anche imparare. Il centro sportivo? Ne parliamo domani. Sto andando da Casamonti a progettare quello che succederà domani».

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Ernesto Giusti

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