Primo intervento del genere in Italia

Sanità: sta bene e cammina paziente operata ieri all’anca con Mixed Reality

di Gilda Giusti - - Cronaca, Primo piano, Salute e benessere

L’ospedale Nuovo San Giovanni di Dio, a Torregalli

FIRENZE – All’ospedale San Giovanni di Dio di Torregalli, primo intervento in Italia con la metodica della visualizzazione olografica. E la paziente sta bene, cammina e per i medici può essere dimessa. Ma già ieri, 5 dicembre, due ore dopo l’intervento, era in piedi. E ora prosegue nel migliore dei modi il decorso post operatorio. Si è trattato di intervento mini invasivo di protesi all’anca con la tecnica Mixed Reality, un metodo che, per la prima volta in Italia (e uno dei primi interventi a livello internazionale) è stata attuata ieri per la protesi d’anca all’ospedale al confine fra Firenze e Scandicci. Consiste in un innovativo sistema che attraverso una visualizzazione olografica, consente di ampliare le capacità chirurgiche fino a
ottenere una corrispondenza millimetrica al segmento osseo che si sta operando.

Soddisfatto il dottor Ferdinando Del Prete, direttore di ortopedia e traumatologia dell’ospedale San Giovanni di Dio, che ha condotto l’operazione, insieme alla sua equipe, composta da Giuliano Ricci, anestesista, Paolo Boninsegni, responsabile Anestesia e Rianimazione, Michele Mancini e Pier Paolo Ciprini, ortopedici e Marilena Paoli, ferrista. Per l’operazione si parte da una pianificazione in 3d derivante dalla tac che ricostruisce il quadro iniziale. Successivamente, attraverso un software, la pianificazione viene trasformata in un ologramma, una immagine che sembra fluttuare nell’aria e che permette al chirurgo, attraverso uno speciale visore – un dispositivo in Italia disponibile da poco più di un anno – di visualizzare l’anca pianificata in dimensioni tridimensionali corrispondenti alle dimensioni reali, così da poterle riprodurre nel campo operatorio.

«’Si ha praticamente – spiega Del Prete – la visualizzazione immediata di tutti parametri che si devono rispettare e la possibilità di adattare la visualizzazione a quello che si sta facendo. Noi l’abbiamo utilizzato per la protesi d’anca, ma il sistema può essere utilizzato per qualsiasi protesi».

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Gilda Giusti

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Redazione Firenze Post
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