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Elezioni Emilia Romagna, previsioni: le due coalizioni sono quasi alla pari (43,1% cs, 42,8% cd)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

MILANO – Dal Corriere della Sera traiamo un orientamento aggiornato in merito alle votazioni prossime per le elezioni regionali in Emilia Romagna.

A livello nazionale riguardo agli orientamenti di voto emerge con grande evidenza la quota di coloro che non intendono votare o si dichiarano indecisi: oggi rappresentano quasi un elettore su due (47,2%). Sebbene sia un dato inferiore rispetto all’astensione registrata nel 2014, si tratta di un elemento che potrà influenzare l’esito elettorale, mettendo alla prova la capacità di mobilitazione dei candidati, delle forze politiche e dei movimenti, primo tra tutti quello delle Sardine, che proprio a Bologna ha fatto il suo esordio il 14 novembre scorso.

Lo scenario registrato nel sondaggio odierno presenta un forte equilibrio: Bonaccini prevale di poco sulla Borgonzoni (44,2% a 42,1%), quindi con l’8,4% il candidato del M5S (testato privo di indicazione, dato che le interviste sono state realizzate prima dell’ufficializzazione di Simone Benini), mentre gli altri candidati nell’insieme raggiungono il 5,3%.

Gli orientamenti di voto per i partiti fanno segnare il consueto maggiore livello di astensione/indecisione rispetto al voto per il candidato, attestandosi al 56,2%. L’analisi delle tendenze rispetto alle elezioni recenti (Europee e Politiche) appare complicata dalla presenza delle liste dei candidati che rendono disomogenei i confronti.

Tuttavia nel complesso le due coalizioni sono di fatto alla pari: il centrosinistra prevale sul centrodestra 43,1% a 42,8%, recuperando lo svantaggio di 6,7% registrato alle Europee. La Lega si attesta al primo posto con il 25,9% (in flessione rispetto alle Europee, solo in parte compensata dalla lista Borgonzoni che è accreditata del 4,8%), seguita dal Pd con il 22,9% tallonato dalle liste in appoggio a Bonaccini che nell’insieme raggiungono il 20,2%. Al quarto posto si colloca Fratelli d’Italia con un valore più che raddoppiato rispetto alle Europee (da 4,7% al 10,1%), seguito dal M5S in forte calo (da 12,9% a 8,2%). Da segnalare l’ulteriore flessione di Forza Italia (dal 5,9% al 2% odierno).

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