Le anticipazioni della ministra

Lamorgese contro lo spaccio di droga: in carcere chi spaccia modiche quantità

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura, Economia, Politica, Top News

ROMA – Il ministro Lamorgese lo aveva anticipato all’inizio di febbraio, quando aveva partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblia a Firenze. Il governo aveva in mente di modificare la normativa antidroga che non consente più interventi di efficaci contro pusher e trafficanti che, appena arrestati, tornano liberi.

Arresto immediato con custodia cautelare in carcere anche per chi spaccia piccole quantità di sostanze stupefacenti. Lo dispone una norma predisposta dal ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese. La notizia è stata data dalla stessa ministra oggi ad Ancona, al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza della provincia marchigiana. La responsabile del Viminale ha spiegato che la soluzione è stata trovata all’interno di «un tavolo di lavoro con il ministero della Giustizia» e «convince» entrambi i dicasteri.

La norma consentirà di rispondere a due segnalazioni arrivate sul tavolo del ministro: «L’aumento dello spaccio e, soprattutto, il fatto che la droga venga utilizzata da giovani sempre più giovani» e che «arrestare senza la custodia cautelare in carcere e il giorno dopo vedere, sullo stesso angolo di strada, lo spacciatore preso il giorno prima, incide sulla motivazione del personale di polizia che tanto si impegna su questo versante e vede propria attività finire nel nulla».

La nuova legge consentirà di colpire in modo più efficace gli spacciatori recidivi, quelli che dopo essere stati fermati riescono a tornare presto «al lavoro» vanificando il lavoro delle forze dell’ordine.
Il fenomeno è ben noto: pusher seriali trovati a vendere droga dagli agenti vengono portati in caserma, ma il giorno dopo sono di nuovo «al lavoro» in strada. La scappatoia è fornita dai commi 5 e 5 bis dell’articolo 73 del Testo unico sulle droghe del 1990 che prevede per i reati di spaccio «di lieve entità» la possibilità di accedere alla sospensione condizionale della pena (reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329) ed al lavoro di pubblica utilità invece di scontare la pena detentiva.

«Ho predisposto una norma per superare l’attuale disposizione dell’art. 73 comma cinque che non prevede l’arresto immediato per i casi di spaccio» spiega Lamorgese dopo aver presieduto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura ad Ancona. L’obiettivo, come ha spiegato più la ministra, è quello di punire con la custodia in carcere chi spaccia abitualmente. L’opzione che si sta mettendo a fuoco è quella di alzare la pena minima per i recidivi in modo che non possano sfuggire all’arresto.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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