Ancora una nave Ong solca il Mediterraneo

Navi ong: anche Alex di Mediterranea dissequestrata dal tribunale di Palermo

ROMA – Il Tribunale di Palermo si è comportato come noi da bambini quando si giocava a nascondino e ha fatto «Tana liberi tutti». Anche l’altra nave di Mediterranea, il veliero Alex, è stata dissequestrata dai benigni magistrati siciliani. E l’Ong esulta, consapevole che adesso avrà un’altra imbarcazione per recapitarci a domicilio i migranti raccattati nella Sar della Libia, continuando a fare dell’Italia l’unico punto di approdo, in pratica la discarica dell’Africa.

Mediterranea ci informa che «anche la Alex & Co, sequestrata per 7 mesi dopo avere salvato dal mare e dagli aguzzini libici 59 persone tra cui 4 neonati, 11 minori e 4 donne incinte, viene finalmente liberata. Come è stato per Mare Jonio, il Tribunale di Palermo ha riconosciuto che quel sequestro era illegittimo e ha fatto quello che l’attuale governo aveva scelto di non fare. La nostra barca a vela, sovraffollata e in drammatiche condizioni di igienico-sanitarie, era stata tenuta per più di due giorni fuori dal porto di Lampedusa e infine sottoposta a sequestro amministrativo per odio e volontà politica dell’allora Ministro dell’interno, e in applicazione di un decreto, poi diventato legge, che andrebbe solo cancellato».

E la Ong pontifica inneggiando alla giustizia titrovata: «Oggi un altro pezzetto di giustizia è stato riconquistato – ha detto Alessandra Sciurba, Presidente di Mediterranea Saving Humans –, così come avvenuto con l’archiviazione delle accuse per i nostri capomissione e Comandante Casarini e Marrone e il pronunciamento della Cassazione per Carola Rackete. Ma quel decreto, così come l’accordo con la Libia che condanna alla tortura decine di migliaia di persone, rimane in vigore, mentre il Mediterraneo resta cimitero, deserto di umanità, e luogo di violenza e violazioni gravissime. Mediterranea tornerà in mare dopo che le imbarcazioni Alex e Mare Jonio sono state illegittimamente tenute lontane per mesi. Tornerà prestissimo a navigare in quel mare a proteggere come è possibile, ancora una volta, la vita e la dignità di chi è costretto ad attraversarlo, con il sostegno di migliaia di persone che si sono attivate nella raccolta fondi lanciata qualche settimana fa».

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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