Alcune misure sono di difficile interpretazione

Coronavirus, Dpcm: governatore dell’Emilia contesta e chiede incontro a Conte

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere, Top News

Stefano Bonaccini, governatore dell’ Emilia Romagna

BOLOGNA – Anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna da poco rieletto, contesta contro il nuobo Dpcm sul coronavirus:  «Abbiamo ricevuto solo tre ore fa dal ministero della Salute la bozza dei due nuovi Dpcm con le misure ulteriormente restrittive anti-Coronavirus. Talune di queste prefigurano agli occhi di molti la possibile introduzione di una grande zona rossa, estesa dalla Lombardia a diverse province dell’Emilia-Romagna, del Veneto, del Piemonte e delle Marche. Non è propriamente così, ma alcune parti del provvedimento possono risultare di dubbia interpretazione e domani di difficile applicazione. C’e’ addirittura chi ci sta chiedendo se lunedì potrà recarsi o meno al lavoro o se verrà introdotto il fermo produttivo».

Cosi, in un post su Facebook, il presidente della Regione Umilia Romagna, Stefano Bonaccini. Che continua: «Ben comprendendo che
queste nuove limitazioni sono dettate da indicazioni imprescindibili del Comitato tecnico-scientifico e condividendo l’obiettivo di contenere con ogni mezzo la diffusione del virus, riteniamo necessario poter meglio valutare la coerenza dei provvedimenti, che impattano peraltro in modo disomogeneo sul nostro territorio regionale. Per queste ragioni ho chiesto al presidente Conte e al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni piu’ coerenti e condivise».

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Ernesto Giusti

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