La firma attesa per domenica 15 marzo

Coronavirus: decreto da 16 miliardi. Stop a mutui e cig per tutti. Soldi a famiglie e imprese

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano, Salute e benessere

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri

ROMA – Arriverà domani, domenica 15 marzo, il maxi-decreto da 16 miliardi del governo con le misure per arginare l’impatto del Coronavirus sull’economia. Un decreto, dunque, che crescerà ben oltre gli annunciati 12 miliardi. Le misure arriveranno sul tavolo di un Consiglio dei ministri che per la prima volta potrebbe svolgersi in scala ridotta con pochi ministri o addirittura in videoconferenza. Quattro i grandi capitoli del provvedimento: sanità; lavoro, con misure che vanno dagli ammortizzatori sociali alla fornitura di mascherine fino al sostegno al turismo; sostegno alla liquidità di famiglie e imprese; rinvio delle scadenze fiscali e burocratiche. Dovrebbero essere accolte anche proposte dell’opposizione come stop ai pedaggi per gli autotrasportatori. Il governo punta a un’ampia condivisione.

SINDACATI – Dopo la nottata delle trattative con sindacati e imprese per il protocollo sul lavoro, il premier Giuseppe Conte lavora con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al varo di un decreto legge dell’entità di una manovra. Un primo intervento, cui accompagnare in una seconda fase una serie di misure per la ripartenza che dovrebbero andare dallo sblocco dei cantieri ai ristori per le aziende più colpite dalla crisi. Da subito arriveranno il rinvio delle scadenze fiscali di lunedì e anche, annuncia l’Inps, la proroga del termine per il versamento dei contributi previdenziali. Il governo varerà anche un pacchetto di ammortizzatori sociali con l’estensione della cassa integrazione in deroga a tutte le categorie. E ci sarà un corposo sostegno alla sanità (si ipotizzano 2 miliardi e oltre). Sembra tramontare l’ipotesi di separare le misure per la sanità dagli altri interventi. Anzi, il maxi-decreto, una volta arrivato in Parlamento dovrebbe assorbire, attraverso un emendamento, tutti gli altri decreti approvati finora per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, in modo da consentire alle Camere di ridurre al minimo i lavori, in un momento in cui una parte dei parlamentari spinge per consentire, come mai avvenuto nella storia repubblicana, almeno in commissione le votazioni a distanza.

MASCHERINE – L’obiettivo è comunque coinvolgere il più possibile l’opposizione, provando a sminare polemiche quotidiane come quella di Matteo Salvini che accusa la Protezione civile di non distribuire abbastanza mascherine e torna a puntare il dito contro gli sbarchi di migranti. La produzione e fornitura di mascherine e disinfettanti è uno dei fronti su cui il governo più spinge: dovrebbero arrivare fondi per la distribuzione gratuita ai lavoratori ma soprattutto c’è il tentativo, affidato al commissario Domenico Arcuri, di intensificare la produzione in Italia di mascherine per tutta la popolazione. L’altro capitolo corposo, che si va definendo in queste ore, è quello del rinvio dei mutui per le famiglie e le imprese: i partiti premono perché la sospensione valga per tutti ma i criteri sono ancora in via di definizione. Per gli autonomi arriverà un indennizzo, diretto o attraverso le casse professionali, che potrebbe valere fino a un tetto di reddito.

ALITALIA – Arrivano anche nuove risorse per gestire l’emergenza di Alitalia, aggravata dalle riduzioni dei voli a causa del Coronavirus, e la creazione di una newco pubblica per prendere in affitto la parte aviation. Per le carceri le risorse potrebbero salire a 20 milioni ed è allo studio l’ipotesi di più braccialetti elettronici per alleggerire gli istituti di pena. Ancora da definire anche il capitolo per le famiglie, con il pacchetto di congedi e bonus baby sitter che potrebbero essere alternativi allo smart working. Dovrebbero essere poi accolte proposte dell’opposizione come lo stop ai pedaggi degli autotrasportatori. Dovrebbero anche arrivare norme per i comuni e un corposo pacchetto di rinvii di scadenze, dalla Tari ai documenti d’identità. Dovrebbe essere invece affrontato in un secondo momento il tema del rinvio del referendum e delle amministrative.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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