Il Papa prega per la popolazione

Papa Francesco prega in una Piazza San Pietro deserta e battuta dalla pioggia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Salute e benessere

Dio onnipotente e misericordioso, guarda la nostra dolorosa condizione: conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza, perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di padre”. Così il papa, visibilmente commosso, ha cominciato in una piazza San Pietro vuota la preghiera speciale per questo tempo di emergenza legato alla pandemia del coronavirus.

Papa Francesco è salito da solo sul sagrato di San Pietro, in una piazza vuota, per presiedere un momento di preghiera di un’ora che, in occasione della pandemia da coronavirus, e che si è conclusa con una straordinaria benedizione “urbi et orbi”. Scende la sera, l’uomo è smarrito ed impaurito. Siamo tutti sulla stessa barca, dice Papa Francesco nell’omelia pronunciata durante li momento straordinario di preghiera di questa sera, a Piazza San Pietro. “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi”, ha detto il Papa. “Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti”. “Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: ‘Siamo perduti’, così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme”, ha aggiunto. Il coronavirus ha portato un’umanità finora certa del proprio potere a tornare a chiedere aiuto per la propria salvezza, ha detto Papa Francesco nel corso del momento straordinario di preghiera che si è tenuto oggi pomeriggio in Piazza San Pietro. “Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta”, ha detto il Papa, “Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.”Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: ‘Svegliati Signore!'”, ha aggiunto.

L’uomo abbandoni il senso di onnipotenza che ne ha pervaso le azioni e sappia aprire una stagione di fraternità, solidarietà, ospitalità. Papa Francesco lo auspica nel corso della preghiera straordinaria in Piazza San Pietro. Capire i nuovi tempi imposti dal coronavirus “significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare”, ha detto. Significa “trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire”. “Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e da’ speranza”, ha proseguito. Il coronavirus rappresenta per l’uomo il momento della scelta. Lo ha detto Papa Francesco durante il momento di preghiera straordinaria che si è svolto oggi pomeriggio in Piazza San Pietro. “Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta”, ha detto il Pontefice rivolgendosi direttamente a Dio, “Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è . E’ il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”.

Papa Francesco ha concluso la preghiera straordinaria tenuta in Piazza San Pietro per il coronavirus affidando l’umanità alla Madonna e chiedendo a Dio di non abbandonare l’uomo nella tempesta. “Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta”, ha detto. “Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’. E noi, insieme a Pietro, ‘gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché sappiamo che Tu hai cura di noi'”. Dopo il tramonto, all’interno di un colonnato berniniano bagnato dalla pioggia e illuminato da sei bracieri posti sul sagrato, il Papa è seduto sotto un baldacchino bianco. Nei pressi del cancello centrale della Basilica vaticana sono collocati l’immagine della Salus Populi Romani, l’icona bizantina della Madonna “salvezza del popolo romano” conservata nella basilica di Santa Maria Maggiore e invocata dagli abitanti per proteggerli dai drammi che hanno segnato la storia della città eterna, e il crocifisso di legno del XV secolo conservato a San Marcello al Corso, “miracolosamente” scampato ad un incendio che distrusse la chiesa nel 1519 e portato poi in processione nel 1522 per invocare la fine di una pestilenza che colpì Roma. Proprio per invocare la fine dell’epidemia il vescovo di Roma ha pregato dinanzi ad entrambi questi due oggetti sacri nel corso di una sorta di “pellegrinaggio” che ha fatto, lo scorso 15 marzo, percorrendo, in parte a piedi, le strade della città eterna. Era stato il Papa stesso ad annunciare l’appuntamento di questa sera, all’Angelus domenicale del 22 marzo: “Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria”. Dopo l’ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco terrà una meditazione. Il Santissimo Sacramento sarà esposto sull’altare collocato nell’atrio della Basilica Vaticana e dopo la supplica, seguirà il rito della benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”, alla città e al mondo, solitamente impartita dal Pontefice ogni Pasqua e ogni Natale. Quindi il cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, pronuncerà la formula per la proclamazione dell’indulgenza.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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