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Coronavirus, Spadafora: «Riapriremo lo sport». Vertice con il calcio. Lamorgese: punto sui migranti

ROMA – E’ stato accorato, il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, rispondendo al question time al Senato: «Dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo riaprire perché lo sport è importante non solo come valore economico, ma anche come valore sociale. Gradualmente potremo pensare di riaprire tutta la parte che riguarda gli allenamenti. Per quello che riguarda i campionati e l’attività motoria all’aperto, tanto richiesta dai nostri cittadini, valuteremo assieme al Comitato tecnico scientifico, consapevoli che questa ripartenza va assolutamente spinta ma tutelata nella salute di tutti i cittadini italiani».

Spadafora ha dunque parlato di graduale riapertura, in risposta a un’interrogazione sulla necessita’ di tutto lo sport, da quello professionistico allo sport di base, di ripartire dopo la data del 3 maggio. «Ho inviato nei giorni scorsi una lettera al Coni e al Cip – ha concluso Spadafora – per chiedere come le federazioni possono applicare protocolli sanitari per riprendere le attività sportive in sicurezza e venerdì riceverò gli esiti di questo lavoro, Oggi avro’ un incontro con tutte le componenti del calcio.«

Nel corso del Question Time i corso al Senato, la ministra  Lamorgese ha risposto rispondono sul rischio di infiltrazioni mafiose, le detenzioni domiciliari, la questione migranti e il blocco dei porti. «C’è un solo positivo al Covid tra i migranti sbarcati – ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese – Si tratta di un egiziano arrivato con uno sbarco autonomo di 67 a Lampedusa: è stato posto in isolamento, è in buone condizioni e non è stato necessario disporne il ricovero. Tutte le strutture del ministero, fin dall’inizio dell’emergenza, hanno applicato le misure di screening sanitario e sorveglianza per un periodo minimo di 14 giorni su chi arriva. Il contratto con Fastweb – ha poi cambiato argomento la ministra – prevede la consegna di 1.200 braccialetti elettronici al mese, poi a maggio e giugno, grazie ad un accordo col commissario straordinario Domenico Arcuri, avremo un surplus di 1.700 braccialetti. Ci sarà inoltre un costante monitoraggio da parte delle forze di polizia sui detenuti posti ai domiciliari. Queste cautele consentono di fugare i dubbi riguardo alle ricadute sulla sicurezza dei cittadini” del provvedimento che ha disposto i domiciliari per alcune categorie di detenuti al fine di decongestionare le carceri durante l’epidemia Covid. Sulla regolarizzazione c’è una valutazione con i ministri delle Risorse agricole e del Lavoro che riguarda i lavoratori in nero sia italiani che stranieri, per l’esigenza di dare soluzione ai problemi di agricoltura e pesca, senza pregiudicare i lavoratori italiani».

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

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