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10 milioni di persone rischiano di scivolare nella povertà. Un italiano su sei attende gli aiuti di Conte

Giuseppe Conte

Una rilevazione effettuata dalle Caritas italiane, che hanno da sempre il polso esatto della situazione, ci indica che la platea dei possibili nuovi poveri risulterebbe molto più ampia di quanto sembri. Addirittura, sommando tutte le persone che attendono la prima erogazione della cassa integrazione, sussidi e aiuti per la sussistenza, si sfiorano i 10 milioni. Un italiano su sei, in sostanza, aspetta aiuto, cioè contanti. Perché non ha ancora ricevuto la cig ordinaria o in deroga, perché avrebbe bisogno di rinnovare il bonus autonomi, perché è in condizioni di difficoltà tali da aggrapparsi a quel contributo di emergenza che stenta a vedere la luce nel pluri-rinviato decreto-rilancio.

I dati diffusi ieri dall’Inps sulla Cig da un lato provano a rassicurare sul fatto che il meccanismo si sta sbloccando, dall’altro mostrano sempre difficoltà della procedura. Al 7 maggio, spiega l’Inps, sono quasi 8,5 milioni i lavoratori messi in cassa integrazione ordinaria o in regime di assegno ordinario tramite i Fondi.

Per oltre 5,5 milioni le aziende hanno provveduto all’anticipo con conguaglio Inps, e quindi i primi soldi sono già arrivati. Ma per gli altri 3 milioni, a “pagamento diretto Inps”, la pratica è “in corso di pagamento”. Per 600mila di questi, il conguaglio è arrivato. A rigore, vuol dire che per gli altri 2,4 milioni il mandato è stato emesso e che il bonifico dovrebbe giungere a stretto giro, in massimo 10 giorni.

Fra questi 2,4 milioni di lavoratori ci sono le più svariate tipologie: coloro peri quali la pratica è stata conclusa di recente, e che dunque possono sostenere un’attesa. Ma ci sta anche chi soldi non ne vede da diverse settimane, con ricadute serie. L’accordo con Abi che prevedeva un anticipo da parte delle banche ad oggi risulta ancora inefficace.

Per quanto riguarda la cassa in deroga, l’Inps comunica di aver pagato circa 58mila domande per un totale di 121mila beneficiari. Oltre 148mila domande risultano autorizzate ma non ancora pagate, per un totale stimabile in circa 310mila persone. Altre 100mila domande aspettano autorizzazione: se confermate tutte, restituirebbero un’ulteriore platea di almeno 200mila persone in attesa di Cig in deroga, per un totale di 500mila lavoratori.

Già solo il versante ammortizzatori, quindi, indica la presenza di 2,9-3 milioni di cittadini in attesa di ricevere il reddito promesso.

Il premier, che da mesi parla sempre al futuro, promesse poi non mantenute, rivela «meccanismi semplificati» nel prossimo decreto.

Ad aprile hanno avuto accesso al bonus autonomi (di marzo) da 600 euro circa 3,7 milioni di partite Iva, co.co.co., commercianti, artigiani, stagionali di turismo e agricoltura, addetti dello spettacolo. E oltre 200mila professionisti hanno ottenuto i 600 euro tramite le rispettive Casse. Il rinnovo delle misure è legato al varo del dl-rilancio. Senza il nuovo provvedimento, questi oltre 3,9 milioni di lavoratori – senza contare gli esclusi – non hanno possibilità di chiedere una nuova “una tantum’: E sebbene non nella situazione di garantirsi la sussistenza, sono in attesa del nuovo decreto anche le 242mila famiglie che hanno fatto richiesta dei congedi straordinari e gli oltre 60mila nuclei cui è spettato il primo voucher baby sitter da 600 euro. Si arriva così oltre i 7 milioni di cittadini in attesa di aiuto.

Senza che la conta sia finita. Perché a tema ormai da settimane c’è la situazione di bisogno assoluto di famiglie in cui c’erano situazioni irregolari di lavoro che non sono tutelate né dagli ammortizzatori né dal Reddito di cittadinanza. Tra l’altro, l’operazione “buoni pasto” gestita dai Comuni con 400 milioni trasferiti dal governo è finita. Si parla, per un contributo di emergenza, di una platea di un milione di famiglie, per 2,5-3 milioni di cittadini compresi i minori, per una parte sovrapponibile con la platea del Reddito di cittadinanza. Il meccanismo prevederebbe un contributo di emergenza per due mesi, integrabile con il Rdc, ottimisticamente da 400 a 800 euro in base ai carichi familiari.

Valutando la platea di questi nuovi poveri ci si accorge che l’Italia di Conte – che si preoccupa di aprire le braccia a tutti i clandestini e vuole regolarizzare i lavoratori migranti in nero, quasi 600.000 – sta creando un esercito di «nuovi poveri» italiani, che si avvia a raggiungere i 10 milioni di persone. Un altro record dopo quello degli oltre 30.000 morti per coronavirus. Complimenti al governo giallorosso e al suo conducator.

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