Stabilimenti balneari: arrivano le linee guida dell’ISS, a tempo scaduto, quasi tutti si sono già adeguati

ROMA – Tanto per complicare la vita agli stabilimenti balneari, oltre alle linee guida dell’Inail e a quelle degli esperti di Conte ci si mette anche l’Istituto Superiore di Sanità, che aggiunge diverse indicazioni per gli stabilimenti e per i bagnanti, fra le quali la prima, mirabolante, non sarebbe certo venuta in mente a nessuno senza l’aiuto fondamentale di questi esperti complica – tutto. Udite udite: viene raccomandato di prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie. Questo al fine di prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; di utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalita’; di regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il
distanziamento interpersonale; di garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; di controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; di vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attivita’ di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; di interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento fil/sat/com.

Ancora tra le raccomandazioni, spiega l’Iss, quella di pulire, con regolarita’ almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; di non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; di evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; di dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani;di fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente Dpi in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attivita’ a rischio. L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilita’. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attivita’ di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

Meno male che ci hanno pensato gli esperti dell’ISS,  noi comuni mortali non ci saremmo mai arrivati…..

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