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Tagli alle pensioni alte: la Corte costituzionale deciderà il 20 ottobre

Dal sito Pensionatiesasperati.com traiamo alcune considerazioni in merito alla questione della costituzionalità dei tagli, dei prelievi forzosi (una sorta di nuovi contributi di solidarietà) decisi nel 2019 dal governo gialloverde sulle pensioni ritenute alte.

La Corte Costituzionale deciderà in merito ad uno dei tanti ricorsi contro la Legge 145/2018 il 20 ottobre prossimo.Si tratta di una data abbastanza ravvicinata, dato il blocco dell’attività della magistratura nel corso di questi mesi. Fra i tanti ricorsi c’era anche quello di alcuni magistrati, supportati dal Prof. Massimo Luciani di Roma.

In proposito osserva il gruppo pensionati esasperati che la Presidenza Cartabia alla Corte Costituzionale scadrà il 30 settembre 2020. La Cartabia si era ripetutamente espressa in passato a favore dei tagli pensionistici partiti dal 1° gennaio 2019. Il gruppo aggiunge però un’altra considerazione negativa in prospettiva dell’esito dei ricorsi, visto che i buchi neri del bilancio dello Stato e del bilancio dell’INPS (e l’emergenza coronavirus) potrebbero nuovamente – come avvenuto negli anni precedenti – indurre la Consulta a giustificare, almeno in parte, questi ennesimi furti subiti dai pensionati, travolgendo di fatto la sostanza delle ultime sentenze della Consulta stessa.

Ma ci sono anche argomentazioni a favore del successo dei ricorsi, quali quella legata alla mancata finalizzazione dei 300 milioni annuali sottratti alle tasche dei pensionati titenuti ricchi. In effetti non è dato conoscere in quale capitolo del bilancio INPS 2019 sono stati inseriti i denari che mensilmente vengono tolti, ed è questa una questione fondamentale alla luce delle precedenti sentenze della Consulta.

Una rilevante pronuncia relativa ai ricorsi promossi avverso le misure in materia pensionistica, contenute nella Legge di bilancio n. 145/2018 è stata quella della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Veneto che, con ordinanza del 19-5-20 (trattavasi di pensioni militari), ha sospeso il giudizio sino alla definizione dei giudizi di legittimità costituzionale. È un primo passo! Ci auguriamo che non solo altre Corti si pronuncino in tal senso, ma che vadano oltre rimettendo le questioni sollevate alla Corte Costituzionale.

Altra pronuncia a sostegno delle citate posizioni in materia previdenziale è giunta dalla Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per la Lombardia che ha sospeso il giudizio in attesa della pronuncia della Consulta. Ma molte altre sezioni regionali della Corte dei Conti, fra cui quella della Toscana, stanno pronunciandosi in proposito, in senso favorevole ai ricorrenti, sancendo il fumus d’incostituzionalità delle dette normative vessatorie dei diritti dei pensionati.

Attendiamo perciò la decisione del 20 ottobre della Consulta, che dovrebbe riunire in quella seduta anche gli eventuali altri rinvii operati da altre giurisdizioni, confidando che la decisione segua il solco di quelle precedenti, favorevoli ai ricorrenti e non accetti la giustificazione della ragion di Stato, avanzata da sempre dal Governo, per giustificare l’ingiusto prelievo, disattendendo i chiari principi costituzionali.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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