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Enrico Rossi

Toscana: Rossi indagato per la gara Tpl. Ma burocrazia e cavilli ingessano sempre tutto

Enrico Rossi
Enrico Rossi

FIRENZE – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è indagato a Firenze per la gara regionale per il tpl, trasporto pubblico locale su gomma, bando da 4 miliardi per 11 anni. Accuse «infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori» scrive Rossi oggi, 17 giugno, su Fb, facendo riferimento all’esposto fatto dalla cordata di imprese che ha perso la gara e che mette «sotto accusa oltre a me, l’intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità». La notizia del coinvolgimento di Rossi è pubblicata oggi dai giornali.

La storia di questa gara è lunga e pavimentata di polemiche, ricorsi, denunce. La gara è stata vinta da Autolinee Toscane (gruppo francese Ratp), battuta Mobit, consorzio di imprese toscane. Con Rossi sono indagate altre 7 persone. Le accuse ipotizzate a vario titolo falso, abuso di ufficio, turbativa d’asta, induzione a promettere o dare utilita. L’avviso di garanzia a Rossi è stato notificato ieri in vista della consulenza sul materiale sequestrato in Regione e presso At. E’ difficile entrare in questo dedalo di carte, di avvocati, di uffici legali. Ma una cosa, pur non potendo nè volendo scendere nel merito, bisogna dirla: non è possibile, er la pubblica amministrazione, dover affrontare paludi e rischi ogni volta che decide di fare qualcosa. Gli esempi che abbiamo, a Firenze e in Toscana in modo particolare, sono lampanti: l’Alta velocità ferroviaria è bloccata da 20 anni, la pista dell’aeroporto di Peretola è una scommessa per ora persa e il volenteroso presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, è considerato un marziano perchè vuole costruire un nuovo stadio. La Regione Toscana doveva regolare il trasporto pubblico su gomma con alcuni obbiettivi: maggiore efficienza del servizio, bus più moderni, costi accessibili agli utenti, soprattutto pendolari. Burocrazia, pastoie e cavilli allungano i tempi a dismisura. Nessun governo è mai riuscito a far viaggiare spedita la pubblica amministrazione. Ma ora siamo davvero al bivio: o si semplifica senza se e senza ma, oppure saremo destinati al sottosviluppo perenne. E a far crescere il debito pubblico.

«A volte, ricevere un avviso di garanzia è segno del fatto che si fanno cose importanti a favore dei cittadini e che si toccano interessi che non vogliono mettersi da parte e accettare gli esiti di gare regolari e trasparenti – scrive Rossi -. Mi era già accaduto per la realizzazione dei quattro nuovi ospedali». Ora l’esposto della «cordata di imprese che ha perso la gara per il Tpl, un ultimo colpo di coda per bloccare le regolari procedure dopo aver strumentalmente usato la giustizia amministrativa perdendo regolarmente tutti i ricorsi», l’ultimo, ricorda Rossi, pochi giorni fa quando il Consiglio di Stato non ha sospeso l’affidamento della gara, facendo così ritardare il contratto con l’impresa vincente e quindi la partenza del servizio.

«Per quanto mi riguarda – prosegue Rossi – l’accusa è aver rilasciato, il 13 novembre 2015, dichiarazioni sull’esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. Ma chi ha fatto l’esposto nasconde il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio e riportata dalla stampa. La seduta della commissione per l’apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato». Per Rossi la cosa più vergognosa e triste di questa vicenda è che con la strumentalizzazione della giustizia amministrativa e ora persino di quella penale si è sviluppato un contenzioso che ha ritardato di almeno 4 anni la partenza del nuovo servizio di Tpl, provocando un danno alle casse regionale di due milioni di euro per ogni mese e impedendo ai cittadini di beneficiare da anni di un trasporto pubblico locale moderno e con autobus nuovi.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

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