Il Governo e la Ue stanno a guardare

Sbarchi di migranti, non solo in Sicilia, anche la Sardegna è invasa

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Dall’inizio dell’anno sono 430 i migranti arrivati in Sardegna. Gli ultimi tre sbarchi domenica. Il primo nel pomeriggio a Porto Pino, quando la spiaggia era ancora affollata di bagnanti. Poco dopo, in successione, altri barchini hanno puntato la prua verso le spiagge di Cala Cipolla, Sa Colonia e Su Giudeu. Per impedire che i migranti sparissero, nel litorale di Chia sono arrivati i carabinieri di Sarroch, Pula, Domus de Maria, Pirri e Stampace: tutti gli algerini sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir dove osserveranno il periodo di quarantena.

In Sardegna dunque dall’inizio dell’anno si susseguono sbarchi continui, che non vengono evidenziati come quelli in Sicilia, ma si registra da tempo un mole di arrivi consistenti nel sud dell’isola: un centinaio di algerini sono infatti sbarcati in poche ore. I politici e gli abitanti temono non solo per la continua invasione, di cui nessuno si cura, tanto meno il governo, ma per i pericoli  di pandemia Covid-19.

L’Unione Sarda del 30 giugno segnala che solo a Chia sono sbarcati in un’ottantina di migranti, sistemandosi in qualche caso sotto i gazebo degli stabilimenti balneari. «Noi imprenditori siamo in prima fila senza strumenti», denuncia Alberto Bertolotti, esponente di Confcommercio e titolare di un’impresa a Chia. I sindaci lanciano l’allarme, dal centrodestra bordate contro il Governo. Tra Chia e Porto Pino in 24 ore sono stati recuperati 78 algerini.

E scoppia ovviamente la polemica politica, i sindaci sono preoccupati perché i migranti partono da zone a rischio contagio.  Anche il deputato dei Fratelli d’Italia Salvatore Deidda protesta e invoca l’utilizzo delle navi militari per pattugliare il tratto di mare fra l’Isola e le coste dell’Algeria.

«È assurdo che nemmeno al tempo del Covid il Governo controlli e blocchi gli sbarchi degli algerini – attacca il capogruppo di FdI in Commissione Difesa -, questa volta è accaduto in mezzo a centinaia di bagnanti cos’altro deve accadere perché si aprano gli occhi? Più volte Conte e Di Maio si sono recati in Algeria e nonostante promettessero zero sbarchi ecco i risultati. Tra il Covid, criminalità e terrorismo non è più tempo di annunci ma di fatti».

Duro anche il commissario regionale della Lega Eugenio Zoffili che ha annunciato l’avvio, dal 4 luglio, di una raccolta di firme per chiedere al Governo di fermare gli arrivi. «Anche oggi sbarchi in Sardegna – ha scritto su Facebook -. Conte sveglia! Vogliamo turisti, non clandestini. Ci vediamo il 4 luglio a Cagliari e ai gazebo in ogni provincia dell’Isola: giù le mani dai decreti sicurezza di Salvini».

Ovviamente interviene a favore del governo e dei migranti il partito che dagli arrivi ha tutto da guadagnare politicamente, e spera di fare dei migranti un futuro serbatoio di voti. Getta acqua sul fuoco Emanuele Cani, segretario regionale del Pd: «Credo sia profondamente sbagliato speculare politicamente su questo fenomeno che va gestito come si è sempre fatto – spiega -, è evidente che con un’emergenza sanitaria anche per i migranti vanno applicate tutte le norme previste a tutela dei cittadini sardi, così come valgono in ogni situazione e per chiunque arrivi».

Intanto cresce però il malumore anche fra i sindacati di Polizia. «Siamo preoccupati – dice Mauro Aresu, segretario provinciale del Siap – perché questa situazione è aggravata dal problema Covid, quindi tutti i migranti devono essere sottoposti a quarantena». Luca Agati, del Sap, rincara la dose: «Siamo sconcertati, gestire gli sbarchi era già un problema ma ora che siamo in emergenza sanitaria la situazione non è più tollerabile: chi deve intervenire lo faccia subito».

Si alza anche la voce degli amministratori locali, preoccupati dal rischio contagio visto che i migranti provengono tutti dall’Algeria, dove in queste ore il numero dei malati di Covid-19 continua a salire. Concetta Spada, sindaca di Domus de Maria, teme che sia solo l’inizio: «Se continueranno ad arrivare in più punti sarà sempre più difficile intervenire – dice -, abbiamo incontrato la società che ha installato le telecamere di sicurezza nel nostro litorale perché è necessario intensificare i controlli». Per Daniele Serra, primo cittadino di Teulada, bisogna evitare gli arrivi nelle spiagge affollate: «La maggior parte degli approdi si verificano nelle ore notturne e in questi anni la macchina per gestire gli sbarchi è stata perfezionata: quasi mai i migranti arrivano a contatto con i residenti».

Il fattore immigrazione e arrivo di clandestini in Italia è messo in secondo piano dal governo giallorosso e dalla Commissione Ue, impegnati quasi esclusivamente sul fronte del contrasto alla pandemia. Ma si tratta di un problema che rischia di scoppiare da un giorno all’altro, di provocare rivolte nelle popolazioni e travolgere nel tempo governo e Unione Europea, se non si interverrà subito per disinnescare questa vera e propria mina vagante.

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