Revoca concessione Autostrade: Tomasi, ad della Società, conseguenze sarebbero devastanti

ROMA – «Le conseguenze della revoca della concessione ad Autostrade sarebbero devastanti. Si disperderebbe un enorme patrimonio professionale e umano. La società è totalmente cambiata: abbiamo fortemente potenziato il piano di manutenzione e investimenti e continuato a gestire e ammodernare la rete. Nell’interesse del paese credo sia prioritario oggi definire l’accordo col governo e trasformare subito in cantieri 7 miliardi di euro dei 14,5 già pianificati».
A sottolinearlo è l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, in un’intervista a Il Secolo XIX, il quale, interpellato sulla sentenza della Consulta, risponde: «valuteremo le motivazioni quando potremo leggerle. Il confronto avuto in questi mesi che confermi la volontà delle parti di trovare una soluzione, nel più ampio interesse del Paese. Lo dimostrano le diverse ipotesi di transazione e non da ultimo quelle emerse dal confronto con il ministero del 6 aprile, che abbiamo ulteriormente affinato con l’ultima proposta del 10 giugno», dice Tomasi.
Inoltre, sul passaggio di consegne del nuovo ponte «i contatti con la struttura commissariale sono stati continui – riferisce Tomasi – e abbiamo sempre informato il ministero dei passi fatti. La decisione del ministero non la possiamo che leggere come la naturale conseguenza di uno stato di diritto, tenendo conto che riguarda una infrastruttura
ricostruita con fondi della società e che l’opera è pienamente interconnessa con la nostra rete. Il crollo del ponte Morandi è una tragedia immane ed è interesse della società che vengano individuate le cause e i responsabili. Ci ha spinto a cambiare profondamente e a mettere il meglio di noi stessi. Tutte le attività sono state improntate al massimo rigore».
